100 Impronte sociali che lasciano
il segno
Da due anni, quasi, lavoriamo per un informazione libera
Ci sono ricorrenze particolari
da ricordare. Il numero 100 di un settimanale è una
di queste.
Per i nostri appassionati e fedeli lettori, l’annuncio è di
quelli speciali, siamo entrati anche noi nel novero dei centenari.
Non avremmo pubblici annunci mediatici, in stile “Striscia
la notizia”, ma per noi è un importante traguardo.
Da due anni quasi, ci siamo ritagliati il nostro spazio nel “Giornale
di Caserta” con il nostro modo di fare informazione e
di esprimere le nostri opinioni. Da sempre abbiamo avuto un
occhi di riguardo verso quell’ informazione che si trova
sugli altri quotidiani e nemmeno in televisione, ma che da
noi ha sempre trovato ampio spazio.
Nelle situazioni e nelle vicende, nella quale c’era da
schierarsi non abbiamo esitato a farlo, e quasi sempre dalla
parte del più debole. Siamo stati al fianco del popolo
di Acerra contro l’Inceneritore, con il popolo della
Val di Susa contro la TAV(treni alta velocità), contro
la privatizzazione dell’acqua in Campania, la lotta per
un Kurdistan libero e molto altro, a modo nostro informando
sulle motivazioni della protesta, dando voce a chi ‘urla
senza voce’, andando oltre alla solita banalizzazione
attuale delle proteste.
Da sempre ci siamo schierati contro ogni tipo di barbarie,
contro la pena di morte, anche quando la stragrande maggioranza
della gente la invocava, contro la prepotenza della presidenza
Bush e della sua politica guerriccida, contro le tante leggi
sbagliate del Governo Berlusconi (come la Legge Bossi –Fini
sull’immigrazione, la legge Gasparri sulla comunicazione,
la legge Fini sulle droghe, la legge Moratti sulla scuola ect.ect.).
Con la rubrica “Popoli al buio” abbiamo dato uno
spazio a quei paesi del mondo che non fanno notizia, ma dove
ci sono guerre, violenze, sopraffazioni che non fanno audience.
Abbiamo appoggiato le campagne per il boicottaggio dei prodotti
(Mcdonald’s, Coca - Cola, Nike, Bayer) che non tutelano
i diritti e la salute degli individui.
Abbiamo mostrato il nostro profondo interesse per la cultura
con le attività di promozione non solo dell’Edizioni
Melagrana, ma anche pubblicizzato libri, dischi, film che riguardano
temi a noi vicini.
Impronte sociali è stato ideato, pensato come uno spazio
dove fare informazione sociale, tirando le somme dopo 100 numeri
possiamo considerarci, scusate la modesta, come l’unico
settimanale sul territorio che si occupa di sociale non solo
come informazione ma anche come promozione.
Il lavoro a un giornale, anche se settimanale, è duro,
soprattutto quando non si è professionisti del settore.
Da questo si può comprendere la soddisfazione della
nostra redazione, che per 100 sabati di seguito, senza interruzioni,
nemmeno nel periodo estivo o natalizio, è uscito con
le nostre notizie.
Informare non sempre è facile, ci sono delle regole
di mercato che aiutano a vendere il prodotto, ci sono notizie
che tirano (Gossip, sport), c’è la pigrizia e
la scarsa predisposizione della gente ai periodici, alla lettura,
alle notizie cattive. In questo contesto culturale fare un
giornale che si occupa del sociale non è semplice, non
abbiamo nelle nostre pagine pubblicità che attirano
l’attenzione, non ci sono scoop sui nuovi amori del Grande
fratello, ma solo voci che raccontano la realtà senza
paparazzi o veline, ma con la sofferenza quotidiana ed anche
con la gioia delle vittorie semplici.
Impronte sociali è uno spazio libero, dov’è la
priorità va al pensiero. Una linea editoriale coerente
con le idee e la sensibilità delle persone che da sempre
collaborano a vario titolo con il settimanale.
Ora l’appuntamento è tra altri 100 di questi giorni.
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