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Musica e controcultura - 09.03.2007

99 Posse
e l' inizio di tutto

10 maggio 1991, la data dell' "okkupazione" del Centro Sociale Officina 99, la Napoli antagonista riparte con le lotte negli anni del reflusso, lanciando il progetto politico, oltre che sociale di Officina. L' incontro di alcuni dei movimenti rivoluzionari della sinistra extra-parlamentare degli anni '60 e '70, con la nuova generazione proletaria degli anni '90. Con la sintesi delle pluralità, anche la musica è all' insegna delle contaminazioni. E così, con la miscelazione di ritmiche e melodie realizzate con i mezzi elettronici, unita alla potenza espressiva dei cantati Rap nasce il genere delle: -Posse. E i suoi omonimi, appunto, i 99 Posse rappresentano il modo in cui la musica riesca a produrre dei generi legati al disagio e alla ribellione sociale. Essi, con coinvolgenti parti musicali, forti e rabbiosi reppati, mettono in musica la degenerazione del sistema sociale, la depravazione e la corruzione di una politica sempre più asservita alle magagne dell' imperialismo degli stati della NATO, e delle multinazionali. Quindi, tra le tante immondizie musicali imperversano i "neo-melodici" con le loro litanie sulla Napoli mafiosa e "Sanfedista", con un singolare romanticismo sulla vita dei boss e dei latitanti, prodotto mediatico-commerciale fondato sugli

stereotipi della sottocultura malavitosa della borghesia nera e del sottoproletariato. Dall' altra parte l' antagonismo sociale campano viene ben rappresentato dai 99 Posse con una musica che mette in campo i temi dello sfruttamento, del lavoro nero, del degrado sociale e delle tossicodipendenze, oltre ai temi classici delle guerre di aggressione e dell' imperialismo dei "berretti verdi" americani. Con la classica "Curre curre guagliò" si racconta la storia dell'occupazione di Officina 99, e più in generale della lotta per gli spazi sociali, dove poter diffondere culture e arti alternative se non superiori a quelle del sistema. E ancora in "Salario garantito" il tema della lotta per il salario minimo di cittadinanza, in una società che sfrutta sempre di più i proletari e, attacca le sue battaglie, in favore dell' arricchimento dei padroni e dei capitalisti. Poi in "Rigurgito anti-fascista" l' inno alla lotta eterna alla malvagità, e al razzismo arcaico e cannibale del fascismo, giustamente classificato come servo della borghesia e cane da guardia del padronato. Il fascismo e la mafia sono nemici del popolo e per loro non c' è pietà. Tra i tanti lavori dei 99 Posse ci sono quelli con i Bisca altro gruppo storico dell' underground napoletano. Da apprezzare il famoso live all' indomani dell' occupazione del "Leoncavallo", altro C.S.O. storico di Milano riconquistato dopo anni di lotte contro la giunta populista e xenofoba del leghista Formentini. In questo live " O' sfruttamento" racconta bene l' odissea dei tanti immigrati africani usati come bestie da soma nell' economia produttiva italiana e addirittura disprezzati, anche dalle fasce del ceto medio ipocrita, che in facciata si dichiara anti-razzista ma che poi, come dice il testo della canzone, in cuor suo si chiede come mai questo "extra-comunitario" debba venire proprio nel nostro paese. Inoltre sono presenti nell' album anche "Napolì" e "Rigurgito anti-fascista", riarrangiate sui tempi del punk e dello ska. Quest' ultima, è realizzata in Madlay, cioè legata alla famosa "S' adda appiccià" che, nell' Italia della famigerata seconda repubblica, incita alla lotta anche violenta al nuovo patto tra gli imprenditori, impauriti da una possibile ribellione sociale e i fascisti sempre pronti, nella loro nefasta idiozia, ad attaccare il proletariato.

Roberto Siconolfi

   

Impronte sociali
Settimanale dell’Associazione Melagrana Onlus – Reg. n. 630 dell’8-11-2004 Tribunale di Santa Maria Capua Vetere (Ce)
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