non
ci deve essere nessuna zona grigia, in cui gli affari
dei casalesi si mischiano
con la gestione di appalti ed attività pubbliche.
Qualsiasi tentativo di infiltrazione deve essere isolato
e tenuto fuori dalle amministrazioni a qualsiasi livello
e questo è un compito che i partiti devono svolgere
a prescindere dall'azione della magistratura.
Un compito che si disvela in tutta la sua urgenza ancor
più oggi, mentre
ricordiamo il lavoro di Rosario Livatino, ucciso dalla mafia il 21 settembre
del 1990, perché era un giudice integerrimo e capace, che faceva il
proprio dovere, come lo fanno oggi tanti magistrati impegnati contro la mafia
in Sicilia e contro le altre organizzazioni criminali nel resto del Paese.
Livatino morì soprattutto perché con le sue inchieste era andato
a toccare gli intrecci, ancora oggi vivi, fra mafia e politica. E allora, proprio
oggi, ancor più dopo questa ennesima strage di mafia, è necessario,
per la politica, lavorare per garantire l'autonomia e l'indipendenza della
magistratura, per darle le risorse e gli strumenti necessari perché svolga
con sempre maggiore efficacia la propria azione.
Ma significa anche non cercare sempre di screditare i magistrati impegnati
in prima linea, come ha più volte fatto qualche esponente delle istituzioni,
nel passato come nel presente, solo per il fatto che portano avanti inchieste
scomode per alcuni settori della politica.
Giuseppe Lumia
Senatore del Pd, ex presidente della Commissione Antimafia
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