di "bonus" o
di "premio di produttività", ma di taglia
si tratta. Che poi abbia stanziato solo 2 mila euro per
queste taglie non importa: rimane lo scandalo della proposta,
inopportuna anche perché prevede un premio per un'attività che
i vigili urbani devono compiere per legge (sbagliata che
sia). Spostiamoci a Schio, provincia di Vicenza. Il sindaco
di centrosinistra dispone lo scavo di un fossato per proteggere
una zona industriale e un parco della città dalle
carovane dei nomadi. Non è la prima trincea ad apparire
nel piccolo centro veneto, già due anni fa le ruspe
ne scavarono una. C'è da dire che il fossato è largo
appena mezzo metro e quindi non sembra avere una grande
forza contenitiva. Questo, come il precedente, è un
provvedimento più simbolico che reale.
Le conseguenze non sono concrete, sono da registrare piuttosto ad un livello
di impatto emotivo e mediatico. Eppure il fossato, le taglie e il muro appartengono
tutti ad una disperata necessità di risolvere quello che viene percepito
come un problema, sono provvedimenti estremi, da ultima spiaggia, nati dalla
totale assenza di un progetto politico e sociale. Sono il frutto dell'incapacità di
governare. Credo che gli amministratori locali che hanno elaborato simili proposte
dovrebbero dignitosamente rassegnare le dimissioni per implicita ammissione di
inadeguatezza all'incarico ricevuto. Sarebbe un atto nobile. Anche i CPT rientrano
in questa stessa categoria di scellerate misure in extremis, che peraltro hanno
conseguenze gravissime. Tuttavia, nel nostro Paese si crede che il lato negativo
dell'immigrazione clandestina siano gli stessi immigrati. E' come chi crede che
il problema della droga siano i drogati. O chi crede che il problema dell'inquinamento
siano gli automobilisti. C'è una continua incapacità di pensare
al livello superiore degli eventi. E così la gente si dispera e si arma.
E così accade che a Binago, provincia di Como, un vigile urbano fuori
servizio, ma con la pistola in tasca, vede un uomo saltare da una finestra, lo
insegue, spara, lui dice di aver sparato alle gomme, ma intanto lo ammazza. Quell'uomo
era un giostraio sinti venuto da Torino a fare un colpo in una villa. E' indubbio
che il vigile ha avuto una reazione di tipo medievale, eppure nei bar del paese,
il giorno dopo, serpeggia lo stesso commento: "Ha fatto bene".
Per non sparlare troppo del nostro Paese è giusto guardare anche alle
nefandezze estere. Sempre in tema di provvedimenti ultimi e sconsiderati, dal
rapporto 2006 dell'Osservatorio europeo dei fenomeni di razzismo e xenofobia
(EUMC) si apprende che in alcuni Paesi dell'Europa centrale si è diffuso
un fenomeno che desta inquietudine: molti bambini rom vengono destinati a scuole
speciali, a scuole per handicappati. Questo fenomeno sarebbe presente in Ungheria,
in Slovacchia e nella Repubblica Ceca, ma anche in Bulgaria e Romania, prossimi
membri dell'UE. Alcuni direttori scolastici hanno giustificato queste misure
affermando che in questo modo i bambini rom possono stare tra di loro, evitando
anche le aggressioni razziste di cui sarebbero vittime nelle scuole normali.
A parte l'ironia dei direttori scolastici, la situazione appare sempre più preoccupante.
Lungi dal risolvere qualsiasi problematica relativa all'immigrazione, questi
provvedimenti rendono più tesi i rapporti tra Paese ospite e immigrati,
amplificano un clima di ostilità già esistente e allontanano la
possibilità di scelte più studiate e civili.
Meglio cambiare uomini e politiche se non vogliamo vedere presto apparire i merli
sui muri, i coccodrilli nei fossati, i manifesti dei ricercati, i mercenari,
le segrete, le camere di tortura e i leghisti con stendardo, gualdrappa, spada
e armatura.
Antonio Costantino |