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Migranti - 23.11.2006

Medioevo italiano
Alcuni provvedimenti contro gli immigrati

Alzare muri, scavare fossati, mettere delle taglie, sparare a vista, segregare. Sembrano azioni che appartengono ad una sorta di medioevo del nostro immaginario, che fanno parte di un contesto in cui vige la sospensione della legalità o la sua inesistenza, in cui prevale l'arbitrio e la legge del più forte, in cui il confronto è scontro e in cui la notte è meglio starsene a casa. Tuttavia non è di medioevo che si tratta: più o meno, è quello che accade oggi in Italia.
Padova alza un muro per contenere lo spaccio di droga e crea un ghetto. Ne abbiamo già parlato. Vediamo oltre. Sempre nello sviluppato italico nordest, a Adro, in provincia di Brescia, il sindaco istituisce una taglia sugli immigrati clandestini: 500 euro di bonus ai vigili urbani per ciascun immigrato "accompagnato in forma coatta in questura a seguito di accertamento della violazione della legge Bossi-Fini". Il sindaco leghista parla

di "bonus" o di "premio di produttività", ma di taglia si tratta. Che poi abbia stanziato solo 2 mila euro per queste taglie non importa: rimane lo scandalo della proposta, inopportuna anche perché prevede un premio per un'attività che i vigili urbani devono compiere per legge (sbagliata che sia). Spostiamoci a Schio, provincia di Vicenza. Il sindaco di centrosinistra dispone lo scavo di un fossato per proteggere una zona industriale e un parco della città dalle carovane dei nomadi. Non è la prima trincea ad apparire nel piccolo centro veneto, già due anni fa le ruspe ne scavarono una. C'è da dire che il fossato è largo appena mezzo metro e quindi non sembra avere una grande forza contenitiva. Questo, come il precedente, è un provvedimento più simbolico che reale.
Le conseguenze non sono concrete, sono da registrare piuttosto ad un livello di impatto emotivo e mediatico. Eppure il fossato, le taglie e il muro appartengono tutti ad una disperata necessità di risolvere quello che viene percepito come un problema, sono provvedimenti estremi, da ultima spiaggia, nati dalla totale assenza di un progetto politico e sociale. Sono il frutto dell'incapacità di governare. Credo che gli amministratori locali che hanno elaborato simili proposte dovrebbero dignitosamente rassegnare le dimissioni per implicita ammissione di inadeguatezza all'incarico ricevuto. Sarebbe un atto nobile. Anche i CPT rientrano in questa stessa categoria di scellerate misure in extremis, che peraltro hanno conseguenze gravissime. Tuttavia, nel nostro Paese si crede che il lato negativo dell'immigrazione clandestina siano gli stessi immigrati. E' come chi crede che il problema della droga siano i drogati. O chi crede che il problema dell'inquinamento siano gli automobilisti. C'è una continua incapacità di pensare al livello superiore degli eventi. E così la gente si dispera e si arma. E così accade che a Binago, provincia di Como, un vigile urbano fuori servizio, ma con la pistola in tasca, vede un uomo saltare da una finestra, lo insegue, spara, lui dice di aver sparato alle gomme, ma intanto lo ammazza. Quell'uomo era un giostraio sinti venuto da Torino a fare un colpo in una villa. E' indubbio che il vigile ha avuto una reazione di tipo medievale, eppure nei bar del paese, il giorno dopo, serpeggia lo stesso commento: "Ha fatto bene".
Per non sparlare troppo del nostro Paese è giusto guardare anche alle nefandezze estere. Sempre in tema di provvedimenti ultimi e sconsiderati, dal rapporto 2006 dell'Osservatorio europeo dei fenomeni di razzismo e xenofobia (EUMC) si apprende che in alcuni Paesi dell'Europa centrale si è diffuso un fenomeno che desta inquietudine: molti bambini rom vengono destinati a scuole speciali, a scuole per handicappati. Questo fenomeno sarebbe presente in Ungheria, in Slovacchia e nella Repubblica Ceca, ma anche in Bulgaria e Romania, prossimi membri dell'UE. Alcuni direttori scolastici hanno giustificato queste misure affermando che in questo modo i bambini rom possono stare tra di loro, evitando anche le aggressioni razziste di cui sarebbero vittime nelle scuole normali.
A parte l'ironia dei direttori scolastici, la situazione appare sempre più preoccupante. Lungi dal risolvere qualsiasi problematica relativa all'immigrazione, questi provvedimenti rendono più tesi i rapporti tra Paese ospite e immigrati, amplificano un clima di ostilità già esistente e allontanano la possibilità di scelte più studiate e civili.
Meglio cambiare uomini e politiche se non vogliamo vedere presto apparire i merli sui muri, i coccodrilli nei fossati, i manifesti dei ricercati, i mercenari, le segrete, le camere di tortura e i leghisti con stendardo, gualdrappa, spada e armatura.

Antonio Costantino


Impronte sociali
Settimanale dell’Associazione Melagrana Onlus – Reg. n. 630 dell’8-11-2004 Tribunale di Santa Maria Capua Vetere (Ce)
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