Appunti
sul Banghadesh
Si chiama Gana Prajatantri Bangladesh,
e in passato costituiva la provincia orientale del Pakistan;
Confina con India
e Myanmar. È densamente popolato: su un territorio di 147570
kmq convivono oltre 125 milioni di abitanti (per l'88% si tratta
di musulmani e per l'11% di induisti); incontra notevolissimi ostacoli
nello sviluppare la propria produzione agricola: oltre all'elevata
frammentarietà della proprietà dei terreni, incide
l'aspetto climatico, con piogge monsoniche intense che portano
a disastrosi fenomeni alluvionali, ai quali si alternano periodi
di forte siccità. Dal Pakistan il Bangladesh si è scisso
nel marzo 1971; la nascita del nuovo stato fu formalizzata nel
dicembre '71, e nel dicembre '72 esso si dotò di una costituzione,
in seguito più volte emendata. Nell'agosto '75 i militari
presero il potere con un colpo di stato e, salvo brevissime interruzioni,
lo mantennero fino al '90. Nel '91 si svolsero nuovamente elezioni
legislative; da allora, però, frequentemente i contrasti
fra i due principali partiti, il Partito Nazionalista del Bangladesh
(BNP) e la Awami League, hanno fatto affiorare lo spettro della
guerra civile. Del resto, con cadenza quinquennale, le campagne
elettorali sono contrassegnate da forte violenza. I partiti (come è avvenuto
ad esempio nel '96) si accusano vicendevolmente di frodi elettorali
e ciò esaspera ancor più la conflittualità fra
simpatizzanti delle diverse fazioni politiche. Attacchi armati
ai seggi elettorali e intimidazioni nei confronti degli elettori
sono prassi comuni nel Paese, in occasione delle elezioni. Già nel
biennio 2002 / 2003 le autorità tesero a reprimere i dissenzienti,
ad esempio chiudendo le sedi di giornali e canali televisivi e
mandando poliziotti a disperdere gli studenti dell'università della
capitale Dhaka, quando organizzavano raduni e manifestazioni di
protesta. Nuove proteste sono affiorate negli ultimi giorni di
agosto 2007, estendendosi ben presto dagli studenti di Dhaka a
quelli di altre università e anche ad ampi strati della
popolazione: si richiede un ritorno alla democrazia, in tempi rapidi.
Circa sei mesi fa un governo provvisorio è stato instaurato
con il sostegno dei militari, dopo che numerosi esponenti dei principali
partiti erano finiti in carcere perché accusati di corruzione.
Dopo l'iniziale accondiscendenza al repulisti nei confronti dei
politici corrotti, nell'ambito della popolazione ha cominciato
a serpeggiare un diffuso malcontento per l'operato del governo.
Alle manifestazioni di protesta i militari hanno risposto con il
pugno di ferro: è stata ordinata la chiusura delle università e
contro i dimostranti è stato fatto uso ingente di gas lacrimogeni.
I feriti sono stati centinaia e intanto la protesta non si è affatto
estinta; al contrario, si è ulteriormente estesa, poiché si è aggiunto
un ulteriore motivo di malcontento: i prezzi dei beni di prima
necessità sono cresciuti in misura vertiginosa. Nel Bangladesh è stato
attivo, dal '73, il movimento di guerriglia Shanti Bahini, per
rivendicare l'autonomia territoriale di alcuni distretti, in un'area
nota come Chittagong Hill Tracts, situati presso il confine con
India e Myanmar e abitata da una popolazione tribale in prevalenza
buddhista. Il conflitto, a bassa intensità, proruppe allorché la
popolazione locale si vide respingere la richiesta di autonomia
dal governo, che iniziò subito dopo a insediare nell'area
(che è molto fertile) musulmani Bengali. Al conflitto, sanguinoso
fino alla fine del '96, seguì un accordo di pacificazione
fra governo e Shanti Bahini, la cui applicazione è però tuttora
rallentata da numerose contestazioni mosse riguardo all'accordo
stesso (ad esempio, nello stipularlo non si è tenuto conto
in alcun modo dei Bengali ormai insediati nell'area). Organizzazioni
di tutela dei diritti umani hanno documentato casi di torture ed
esecuzioni extra-giudiziali, commesse nella fase conflittuale nei
confronti di civili sospettati dalle autorità di sostenere
il movimento Shanti Bahini; numerose famiglie della zona hanno
cercato perciò riparo nel nord-est dell'India. Per uno stridente
paradosso, dal '92 il Bangladesh è divenuto anche terra
di rifugio: hanno cominciato ad affluirvi decine di migliaia di
Rohingya, perseguitati nel limitrofo Myanmar (dove erano vittime
di abusi o costretti al lavoro forzato). Le autorità del
Bangladesh sembrano propense a ignorare gli obblighi di accordare
protezione ai Rohingya, che derivano dalle norme internazionali:
difficilmente concedono a organizzazioni internazionali il permesso
di recare i necessari aiuti umanitari a tale popolazione di rifugiati
e talvolta giungono addirittura a distruggerne gli insediamenti,
obbligandoli a ulteriori penose migrazioni. Un altro curioso paradosso
riguarda il Bangladesh: lo scorso anno Muhammad Yunus, banchiere
originario di Chittagong, ha ricevuto il Premio Nobel per la Pace.
Yunus, formatosi come economista, elaborò, per fronteggiare
la povertà, l'idea del microcredito. Nei villaggi iniziò infatti
a prestare denaro a gruppi di persone povere o nullatenenti, che
non avrebbero potuto avere accesso agli istituti di credito. L'effetto
fu rivoluzionario: pur se di i modesta entità, i prestiti
consentivano ai beneficiari di impiantare piccole attività e
in qualche tempo anche di restituire la somma ricevuta. Dando seguito
alla sua idea di concedere in prestito fiduciario piccole somme,
Yunus fondò nel '76 la Grameen Bank.
Giovanni Caputo |