 |
 |
Forum |
|
|
|
|
|
|
 |
In costruzione |
 |
In costruzione |
| | |
|
|
|
|
|
|
|
|
| Musica
e controcultura - 16.03.2007 |
 |
 |
|
|
Bisca e lo SKA partenopeo
Napoli, novembre 1980:
in una riunione a casa di Giancarlo Coretti si parla
di formare un 'gruppo'
quando, ad un tratto, tutti scappano: era il giorno del
fatidico terremoto. Sergio Maglietta , Elio Manzo, Giancarlo
Coretti , Amedeo Fogliano, Bruno Esposito di lì a
poco daranno vita a Bisca. (nell'ordine: voce/sax; chitarra;
chitarra/voce; basso; batteria).Per essere precisi all'inizio
era Biska con la K per sottolineare il genere musicale
di riferimento (Ska). Dopo pochi mesi la K mutò definitivamente
in C e lo stile Bisca scelse di non essere mai più 'Generico'.
La musica ska nasce in Giamaica verso la fine degli anni
'50: è una sorta di miscuglio tra Rhythm and Blues,
Mento, Calypso e Soul. Fu il precursore del reggae, e
come esso caratterizzato da un ritmo con accenti sul
levare della battuta musicale ("offbeat").
Il nome di questo genere fu coniato da Clue J (Cluett
Johnson), bassista dei Blues Blasters, che consigliava
ai chitarristi del gruppo di far fare alle loro chitarre
uno "ska-ska-ska"; secondo Clue J, infatti, "ska" è l'onomatopea
del rumore che fa la chitarra quando le si leva l'operato.
In poche parole, a differenza del rock, lo Ska Original
predilige le note semplici della chitarra rispetto alle
sue svariate distorsioni, questa fase venne chiamata
First Wave Of Ska. Per via delle caldissime estati giamaicane,
secondo alcune ipotesi, il ritmo dello ska fu in seguito
rallentato e trasformato in rocksteady e reggae. Lo ska
dopo questa trasformazione
|
|
ebbe
un momento di declino, ma alla fine degli anni '70 tornò ad
essere molto ascoltato (2 Tone Ska), e durante questo
periodo fu contaminato dal Rock, e Punk rock, questa
fase viene detta Second Wave of Ska. Seguirono poi altre
versioni pi recenti, come lo Ska Punk, o Ska contaminato
da forme di rock piu pesanti, queste forme sono invece
comprese nella Third Wave of Ska. A Napoli questo genere
musicale con le sue derivazioni trova nel Laboratorio
Okkupato SKA un luogo di espressione, oltre ad essere
un altro degli "spazi sociali" storici napoletani,
grazie alla sala prove gratuita e alle numerose iniziative
e manifestazioni musicali. Tornando ai Bisca possiamo
dire che anche per loro i temi dello sfruttamento, dell'
emarginazione e del riscatto sociale, sono all' ordine
del giorno. In "Sasà" si racconta la
storia di un ragazzo di strada che dopo una carriera
da spacciatore e tossicodipendente, un bel giorno organizza
una rapina con un "amico", ma non gli andrà bene
e dopo 3 anni di carcere morirà nell' assoluta
indifferenza e rimarrà "solo una poesia".
Una critica aspra all' opinione pubblica, massificata
sotto gli effimeri stereotipi del consumismo e della
vuotezza culturale, si ha con "Sott' attacco dell'
idiozia". Ancora in "Children of Babilon" si
canta la storia dei bambini dei paesi sottosviluppati,
sotto assedio dalle aggressioni imperialiste, come quella
di U.S.A. e Israele, con un riferimento anche alla realtà dei
ragazzi dei quartieri napoletani lanciati gia in età infantile
nelle maglie della malavita e dello spaccio. E poi la
guerra con "La bomba intelligente" e "Un
bel dì vedremo" in questa ultima, è presente
una citazione di Tacito, nella quale il letterato latino
parla di guerra nella sua epoca, paradossalmente negli
stessi termini in cui ne parliamo noi oggi, sottolineando
la ripetitività degli eventi storici e dei rapporti
di dominio nelle società che al di là delle
forme sono sempre uguali, e che vedono le guerre come
una espansione delle possibilità di profitti delle
classi dominanti di determinati campi geopolitici a danno
dei paesi aggrediti. Molte le collaborazioni con i 99
Posse tra le quali l' album "Guai a chi ci tocca" nel
quale si parla un po' della situazione dell' antagonismo
politico-sociale campano, e di quello internazionale,
più in generale, degli anni '90 e anche dei temi
messi in campo da esso. La nuova situazione politica
della "novità" del polo liberal-populista
della banda Berlusconi-Bossi-Fini descritti come i "tre
piccoli porcellini", ai quali purtroppo oggi più che
mai l' alternativa del circo Prodi-D'Alema-Bertinotti
ci fa capire davvero che c' è molto da fare per
costruire una reale opposizione sociale nel paese che
non può venire nient' altro che da quei partiti,
sindacati e movimenti legati al proletariato moderno.
Roberto
Siconolfi |
|
| |
|
|
 |