Chi combatte in Colombia?
Repubblica presidenziale, la Colombia è indipendente
dal 1819. In base alla Costituzione promulgata nel luglio 1991
il Presidente è eletto a suffragio universale diretto (mandato
quadriennale) e coadiuvato da un Congresso Nazionale bicamerale.
M-19 è l'abbreviazione di Movimiento 19 de Abril: fu inizialmente
un gruppo insurrezionale che ricorreva a tattiche di guerriglia
urbana; poi rinunciò alla lotta armata e si convertì in
movimento politico di sinistra (con il trascorrere del tempo ha
perso d'importanza): nelle elezioni legislative del marzo '90 l'Alleanza
Democratica M-19, guidata da Navarro Wolf, ottenne rappresentanti
al Congresso; partecipò anche (dicembre '90) alle elezioni
dell'Assemblea Costituente, conquistando ben 19 dei 70 seggi.
Nel biennio 1990-'91 i narco-trafficanti conducevano offensive
particolarmente violente: in cartello più noto, quello di
Medellín, era il più combattivo nei confronti delle
forze di polizia colombiane.
Nell'aprile '95 fu resa pubblica un'interessante statistica: nel
'94 le forze di sicurezza persero 410 uomini ma uccisero 798 fra
guerriglieri e trafficanti di droga; nel primo trimestre del '95
persero la vita 215 guerriglieri, 42 militari e 210 contadini.
Un processo di pace fra autorità e movimenti di guerriglia
fu aperto nel '98. L'allora Presidente Pastrana dichiarò FARC
ed ELN interlocutori politici. Nei negoziati FARC ed ELN proposero
di sostituire le coltivazioni di coca, purché si salvaguardassero
condizioni di via e diritti dei contadini; chiesero inoltre d'essere
riconosciuti come forze belligeranti e che si redigesse una legge
sullo scambio di prigionieri.
Gli USA, per far fronte alla situazione, hanno varato il Plán
Colombia: esso prevede ristrutturazione (diretta da ufficiali statunitensi)
e riarmo dell'esercito colombiano. Succeduto a Pastrana, Uribe
da agosto 2002 ha proclamato lo stato d'emergenza e varato un 'piano
per la sicurezza democratica'; la guerriglia ha però saputo
resistere alla mano dura da parte statale. Uribe ha anche attuato
un programma di militarizzazione delle zone rurali, che prevede
reclutamento e addestramento di 20000 contadini in funzione anti-guerriglia,
al fine soprattutto di trasformarli in delatori, mediante l'elargizione
di cospicue somme di denaro a chi fornisca informazioni. La repressione
statale ha contribuito a decimare anche gruppi ritenuti legittimi:
sono stati assassinati o fatti sparire o costretti all'esilio parlamentari,
governanti locali, giornalisti, sindacalisti.
Il gruppo FARC-EP fu fondato il 27 maggio 1964 da comunisti colombiani
e da uomini di Autodefensas Campesinas (gruppi di autodifesa formatisi
negli Anni '50 nell'ambito della lotta contro i latifondisti, sotto
la guida di Manuel Marulanda Velez, noto come 'Tirofijo'). Lo ELN
(Ejercito de Liberación Nacional) fu fondato da Vásquez
Castaño; l'esponente più noto fu il sacerdote e accademico
Camilo Torres: il suo interessamento alle problematiche sociali
lo portò ad avvicinarsi anche alla Teologia della Liberazione;
morì nel primo scontro armato al quale prese parte, nel
distretto rurale di San Vicente de Chucuri, ma assurse a figura
simbolica. A partire dall'87 nacque fra i gruppi di guerriglia
anche un coordinamento, che assunse il nome CSGB (Coordinadora
Guerrillera Simón Bolívar: includeva ELN, EPL, FARC,
M-19, Comando Frente Sur e Movimiento Armado Q. Lamé): lo
scopo era inizialmente di attuare azioni armate unitarie e poi
di presentarsi come fronte unitario ai colloqui di pace intrapresi
con il governo di Bogotà.
Altro 'attore' della lotta violenta è il gruppo Autodefensas
Unidas de Colombia (AUC), creato nell'aprile '97 per riunire vari
gruppi paramilitari pre-esistenti operanti in ambito regionale.
Leader politico fu Carlos Castaño (rinvenuto cadavere in
agosto 2006). Organizzazione di estrema destra, AUC ha lo scopo
dichiarato di proteggere i suoi patrocinatori da incursioni armate
dei gruppi guerriglieri; nel 2003 ha siglato un accordo di smobilitazione
con il governo: 30000 esponenti dell'AUC hanno deposto le armi,
vi sono però frange che non hanno accettato l'accordo e
tuttora sono attive.
Attualmente ELN, FARC e AUC sono considerati gruppi terroristici
dal governo colombiano, e da UE e USA: sono ritenuti inclini a
compiere azioni criminose nei confronti della popolazione civile,
ad adottare metodi includenti sequestri a scopo di estorsione,
sfollamento forzoso, reclutamento forzato di minorenni, trattamenti
degradanti inflitti ai prigionieri.
Nell'estate del 2006 il limitrofo Ecuador ha rischiato una crisi
umanitaria, a causa dei circa 250000 profughi colombiani presenti
al suo interno. Fonti governative di Quito riferirono di 36000
richiedenti asilo, 11000 rifugiati riconosciuti e oltre 200000
persone prive di documentazione idonea e pertanto impossibilitate
ad accedere a mercato del lavoro e servizi sociali di assistenza.
I profughi colombiani hanno formato il Colectivo de Población
en Situación de Refugio, per richiamare l'attenzione del
governo ecuadoregno sulla loro difficile situazione, sulla necessità di
emendare le procedure per la determinazione dello status di rifugiato
e di far sì che i profughi possano godere di diritti e di
adeguata protezione e che gli abusi commessi nei loro confronti
siano puniti.
Giovanni Caputo |