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Diritti umani e Conflitti - 27.04.2007

Chi combatte in Colombia?

Repubblica presidenziale, la Colombia è indipendente dal 1819. In base alla Costituzione promulgata nel luglio 1991 il Presidente è eletto a suffragio universale diretto (mandato quadriennale) e coadiuvato da un Congresso Nazionale bicamerale.
M-19 è l'abbreviazione di Movimiento 19 de Abril: fu inizialmente un gruppo insurrezionale che ricorreva a tattiche di guerriglia urbana; poi rinunciò alla lotta armata e si convertì in movimento politico di sinistra (con il trascorrere del tempo ha perso d'importanza): nelle elezioni legislative del marzo '90 l'Alleanza Democratica M-19, guidata da Navarro Wolf, ottenne rappresentanti al Congresso; partecipò anche (dicembre '90) alle elezioni dell'Assemblea Costituente, conquistando ben 19 dei 70 seggi.
Nel biennio 1990-'91 i narco-trafficanti conducevano offensive particolarmente violente: in cartello più noto, quello di Medellín, era il più combattivo nei confronti delle forze di polizia colombiane.
Nell'aprile '95 fu resa pubblica un'interessante statistica: nel '94 le forze di sicurezza persero 410 uomini ma uccisero 798 fra guerriglieri e trafficanti di droga; nel primo trimestre del '95 persero la vita 215 guerriglieri, 42 militari e 210 contadini. Un processo di pace fra autorità e movimenti di guerriglia fu aperto nel '98. L'allora Presidente Pastrana dichiarò FARC ed ELN interlocutori politici. Nei negoziati FARC ed ELN proposero di sostituire le coltivazioni di coca, purché si salvaguardassero condizioni di via e diritti dei contadini; chiesero inoltre d'essere riconosciuti come forze belligeranti e che si redigesse una legge sullo scambio di prigionieri.
Gli USA, per far fronte alla situazione, hanno varato il Plán Colombia: esso prevede ristrutturazione (diretta da ufficiali statunitensi) e riarmo dell'esercito colombiano. Succeduto a Pastrana, Uribe da agosto 2002 ha proclamato lo stato d'emergenza e varato un 'piano per la sicurezza democratica'; la guerriglia ha però saputo resistere alla mano dura da parte statale. Uribe ha anche attuato un programma di militarizzazione delle zone rurali, che prevede reclutamento e addestramento di 20000 contadini in funzione anti-guerriglia, al fine soprattutto di trasformarli in delatori, mediante l'elargizione di cospicue somme di denaro a chi fornisca informazioni. La repressione statale ha contribuito a decimare anche gruppi ritenuti legittimi: sono stati assassinati o fatti sparire o costretti all'esilio parlamentari, governanti locali, giornalisti, sindacalisti.
Il gruppo FARC-EP fu fondato il 27 maggio 1964 da comunisti colombiani e da uomini di Autodefensas Campesinas (gruppi di autodifesa formatisi negli Anni '50 nell'ambito della lotta contro i latifondisti, sotto la guida di Manuel Marulanda Velez, noto come 'Tirofijo'). Lo ELN (Ejercito de Liberación Nacional) fu fondato da Vásquez Castaño; l'esponente più noto fu il sacerdote e accademico Camilo Torres: il suo interessamento alle problematiche sociali lo portò ad avvicinarsi anche alla Teologia della Liberazione; morì nel primo scontro armato al quale prese parte, nel distretto rurale di San Vicente de Chucuri, ma assurse a figura simbolica. A partire dall'87 nacque fra i gruppi di guerriglia anche un coordinamento, che assunse il nome CSGB (Coordinadora Guerrillera Simón Bolívar: includeva ELN, EPL, FARC, M-19, Comando Frente Sur e Movimiento Armado Q. Lamé): lo scopo era inizialmente di attuare azioni armate unitarie e poi di presentarsi come fronte unitario ai colloqui di pace intrapresi con il governo di Bogotà.
Altro 'attore' della lotta violenta è il gruppo Autodefensas Unidas de Colombia (AUC), creato nell'aprile '97 per riunire vari gruppi paramilitari pre-esistenti operanti in ambito regionale. Leader politico fu Carlos Castaño (rinvenuto cadavere in agosto 2006). Organizzazione di estrema destra, AUC ha lo scopo dichiarato di proteggere i suoi patrocinatori da incursioni armate dei gruppi guerriglieri; nel 2003 ha siglato un accordo di smobilitazione con il governo: 30000 esponenti dell'AUC hanno deposto le armi, vi sono però frange che non hanno accettato l'accordo e tuttora sono attive.
Attualmente ELN, FARC e AUC sono considerati gruppi terroristici dal governo colombiano, e da UE e USA: sono ritenuti inclini a compiere azioni criminose nei confronti della popolazione civile, ad adottare metodi includenti sequestri a scopo di estorsione, sfollamento forzoso, reclutamento forzato di minorenni, trattamenti degradanti inflitti ai prigionieri.
Nell'estate del 2006 il limitrofo Ecuador ha rischiato una crisi umanitaria, a causa dei circa 250000 profughi colombiani presenti al suo interno. Fonti governative di Quito riferirono di 36000 richiedenti asilo, 11000 rifugiati riconosciuti e oltre 200000 persone prive di documentazione idonea e pertanto impossibilitate ad accedere a mercato del lavoro e servizi sociali di assistenza. I profughi colombiani hanno formato il Colectivo de Población en Situación de Refugio, per richiamare l'attenzione del governo ecuadoregno sulla loro difficile situazione, sulla necessità di emendare le procedure per la determinazione dello status di rifugiato e di far sì che i profughi possano godere di diritti e di adeguata protezione e che gli abusi commessi nei loro confronti siano puniti.

Giovanni Caputo


Impronte sociali
Settimanale dell’Associazione Melagrana Onlus – Reg. n. 630 dell’8-11-2004 Tribunale di Santa Maria Capua Vetere (Ce)
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