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Ambiente - 24.11.06

All’avio superficie inutile di Scalea ora vogliono affiancare una strada inutile

Non bastano i danni fatti dall’aviosuperficie di Scalea, lasciata costruire da tutte le autorità sul fiume Lao, ora vogliono costruirvi sul lato destro del fiume una lunga strada che dovrebbe congiungere il tirreno cosentino con Mormanno e l’autostrada del sole. La strada è stata finanziata dalla Provincia. Una strada dal costo complessivo di 100.000 euro. Il bando per l'inizio della pratiche di esproprio è stato già pubblicato. La delibera è stata approvata dalla Giunta provinciale del 12 gennaio 2006. La provincia ne è l'ente attuatore. I finanziamenti giungono attraverso il Programma quadro sulle infrastrutture attuato dal Governo e dalla Regione Calabria . Il primo lotto è di 10 milioni di euro ed i lavori inizieranno dalla parte più "facile" che è da Scalea all’altezza dei Silos sul fiume Lao di fronte l’aviosuperficie . La strada attraverserà il territorio di Santa Domenica Talao, Papasidero e infine dovrebbe giungere a Mormanno. Ma la strada e qui sta la prima “stranezza” non percorrerà la vecchia 504, che parte da Scalea e va verso S.Domenica T., anche se nel bando è scritto "lavori di adeguamento dell'ex 504 Scalea - Mormanno. La strada partirà, molto più a sud, e precisamente dalla foce del fiume Lao , lo

costeggerà per qualche chilometro poi piegherà verso Santa Domenica T. riprendendo una vecchia strada che attraversa una bellissima e lunga querceta. La strada sarà larga 9 metri e calcolando i bordi laterali si arriverà ad una larghezza massima di 15 metri. Un migliaio le querce che verranno abbattute, una piccola chiesa, una o più abitazioni, per una strada che arriverà ai piedi di Santa Domenica T. senza poter proseguire chissà per quanti anni ancora. Difatti ci si chiede come si potrà autorizzare una strada che dovrebbe attraversare, prima la Riserva naturale del Fiume Lao, poi il Parco del Pollino per un centinaio di chilometri, passando per boschi bellissimi, corsi di fiumi, habitat naturale di grande pregio. Quindi la logica ci fa pensare che si inizia un lavoro ben sapendo che il resto non potrà mai giungere alla fine. Ma ancora una cosa vieterebbe la costruzione di questa strada. E’ il Progetto Integrato strategico della rete Ecologica regionale, approvato con delibera di Giunta n.309 del 23 aprile 2003. Nel Progetto si parla di Corridoi verdi ecologici e di tutto ciò , sia flora che fauna , che vanno difesi all’interno di essi. Il bacino del Lao e fino a Santa Domenica Talao fanno parte di un corridoio verde che dal mare giunge fino al Pollino. La strada che si vorrebbe ora costruire , è all’interno di questo corridoio verde . il protocollo d’intesa sulla realizzazione dei corridoi verdi porta la firma delle Comunità Montana di Verbicaro, dei comuni del parco, della Forestale, della provincia di Cosenza. Una strada che contrasta quindi con leggi di protezione dell’ambiente vigenti, oltre che inutile, che non serve ai cittadini di santa Domenica T. che per recarsi a Scalea sceglieranno per comodità la vecchia 504. Gli ambientalisti sono scesi subito sul piede di guerra e hanno chiesto a gran voce di bloccare i lavori e l’iter di esproprio. Così stanno facendo i contadini e i proprietari che la strada nuova dovrebbe espropriare.
Una strada spostata evidentemente per favorire i contatti con l’avio superficie che a distanza di anni stenta a decollare. Un aviosuperficie , più volte da noi scritto, inutile e che non troverà mai quel mercato di cui abbisognerebbe per essere considerata utile allo sviluppo turistico. Un aviosuperficie che è sorta in un area Sic e in un corridoio verde senza che alcuno organo di stato si ponesse il problema sulla sua legittimità ad essere costruita. Ed ora ecco anche un inchiesta da parte della Procura di Paola. Si indaga sulle mancate assunzioni che erano alla base del finanziamento ottenuto perché venisse costruita. Si parla di 98 assunzioni. Ma in realtà sono due o tre quelli assunti e che lavorano oggi in questa megastruttura completamente inutilizzata . Una società di Napoli tenterà di rendere utile questa aviosuperficie di Scalea. Proverà a mettere in pista voli fra Napoli e Scalea e viceversa. Almeno si avrà la soddisfazione di vedere qualche aereo decollare ed atterrare. Per quanto tempo non è dato sapere. Ma almeno ci si prova. D’altra parte si sapeva sin dall’inizio che l’aviosuperficie avrebbe raggiunto il lungo elenco di opere inutili della Calabria. Lo sapeva il sindaco Mario Russo che sin dall’inizio la chiamava aeroporto , ben sapendo che non lo era, lo sapevano i progettisti, lo sapevano i vari consorzi che si erano formati sin dall’inizio della costruzione dell’opera, lo sapevano anche i partiti politici di Scalea, che nulla avevano fatto per evitare la cementificazione dell’argine sinistro del Fiume Lao e la nascita quindi di un lungo serpentone in cemento. Un opera, anche se inutile , non si contrasta mai, anzi si cavalca sempre. In tempi di grande disoccupazione un posto di lavoro ci potrebbe sempre uscire ! E questo anche se il Fiume Lao rompe gli argini ed invade l’aviosuperficie rompendo cento metri di muro protettivo. Muro poi risanato con soldi del Comune di Scalea. Ma l’erosione continuerà, è certo, anche perchè, solo pochi mesi fa, è stato permesso dal Genio Civile fluviale e dalla provincia il prelievo, appena cento metri sopra l’aviosuperficie di tonnellate di inerti. Il prelievo indebolirà ancora di più gli argini del fiume aumentando la potenza della portata d’acqua. Dopo il disastro ambientale e la scoperta dell’ inutilità dell’opera,
i primi a porre il problema su cosa fare dell’opera sono i verdi di Scalea che con una manifestazione pubblica hanno avviato il dibattito con un'unica prospettiva : l’aviosuperficie per “decollare” deve diventare aeroporto ! Come dire , oramai l’abbiamo fatto lo scempio, vediamo come renderlo utile ! Sembra facile, ma con i giusti agganci politici potrebbe realizzarsi. L’opera costata fino ad ora 24 miliardi di vecchie lire,( resta in cassa un miliardo di vecchie lire ancora da spendere per le rifiniture) per questa trasformazione, avrebbe bisogno di nuovi investimenti e soprattutto di una nuova pista di atterraggio per aerei di tutt’altro peso ! Già perché aviosuperficie vuol dire solo piccoli aerei da turismo.
Ma se è da anni che diciamo e lo abbiamo più volte scritto, su questo giornale, che era falsa la dicitura posta sin dall’inizio dell’avvio dei lavori “ stiamo costruendo l’aeroporto di Scalea”, messa in bella vista nei pressi del ponte del fiume Lao. Sarebbe stato giusto parlare fin dall’inizio di aviosuperficie. Ma parlando di aviosuperficie si sarebbe subito scoperto l’inganno , e l’utilità dell’opera sarebbe stata subito messa in discussione.
Già da chi ? Dalla Magistratura, dagli organi regionali e provinciali ? ma intanto un investimento non dovrebbe avere una finalità precisa ‘ o basta avere i finanziamenti per far funzionare tutto come si deve ? Già, il famoso “olio alle macchine “ .
Un serpentone di cemento sul quale “a vista” , e cioè senza radar, dovrebbero atterrare piccoli aerei da turismo trasportanti un massimo di 9 persone per volta. Il progetto venne approvato attraverso i Patti territoriali dell'Alto tirreno cosentino ed è stato presentato come utile agli aerei della protezione civile, al trasporto di merci di natura agricola, oltre che per lo sbarco di ben 74 mila passeggeri all'anno. Ma quello che ora , veramente bisognerebbe verificare è l'effettiva utilità dell'opera e quello che come si usa dire il costo beneficio. Tale struttura , intanto,non è contemplata nel “Piano Nazionale dei Trasporti” ed è appena accennata al punto 4.3 unicamente dal “Piano Regionale” il quale così riporta: “…Analogamente è prevista la realizzazione di un aeroporto d’interesse locale nell’area dell’Alto Tirreno Cosentino,in prossimità del Comune di Scalea”. E analizziamo i dati ufficiali : previsti 74mila passeggeri,1350 tonnellate di trasporto merci e 95 posti di lavoro. Prendiamo i dati dei passeggeri. Bisogna dire che l'aviosuperficie non è altro che un grande pista di cemento che occupa una lunghezza di 2 chilometri per trenta metri di larghezza per un totale di 260 mila 515 metri quadrati. Su questa pista potranno atterrare solo voli charter o aerotaxi fino ad un massimo di 9 passeggeri ed a vista , cioè senza alcun sistema di assistenza radar ,esclusi, naturalmente quelli in dotazione del pilota dell'aereo. Questo dato del massimo dei nove passeggeri è un requisito di sicurezza scritto nel “Regolamento per l’uso di aviosuperfici per attività di Trasporto Pubblico,Scuola,Lavoro aereo” d’imminente emanazione da parte dell’ENAC, Ente Nazionale per l’Aviazione Civile, il cui art. 3 recita proprio così: "L'uso di aviosuperfici per attività di trasporto pubblico è consentito esclusivamente per i voli: intracomunitari; in condizioni meteo non inferiori a quelle minime prescritte dalle regole del volo a vista; limitato alle ore diurne; ai soli velivoli di MTOM non superiori a 5700 kg e numero di posti passeggeri non superiori a 9 " e sottolineiamo nove. Questo vuol dire che , per raggiungere la cifra dichiarata nel progetto , di 74 mila passeggeri, si dovrebbero effettuare su Scalea fino a 8 mila voli all'anno, cioè 23 aerei al giorno!
E poi l’atterraggio è a vista, cosa vuol dire. Che se c’è troppo vento per esempio l’areo si dirotta a Lametia. Viene da pensare allora, che se uno prende l’aereo da Napoli per venire a Scalea in un ora si potrebbe trovare a Lametia dove per ritornare a Scalea in pullman o navetta ci vogliono due ore ! Bel guadagno ! Chi prenderebbe un treno per andare a Napoli sapendo che potrebbe trovarsi a Bari ? E’ possibile che solo ora, tutti quanti, si siano accorti di questi problemi ? Che tutti ora parlino di aeroporto e si cerchi di correre ai ripari, certi del fallimento in caso restasse una “semplice” aviosuperficie ?
Rischiamo insomma di assistere, e questa volta in diretta, alla solita opera inutile, come al solito finanziata con soldi pubblici. Abbiamo gli esempi di tanti altri aeroporti sparsi in tutta Italia . Tutti realizzati con fondi pubblici e poi abbandonati a se stessi per mancanza di clienti e soprattutto di compagnie aeree. Uno eternamente in crisi è l’aeroporto di Crotone. Un altro vicino è l’aeroporto di Foggia. Consegnato da un anno e abbandonato a se stesso. Succederà anche a Scalea ? Se resta l’aviosuperficie così come è , di certo. Ma che altro potrebbe succedere ? la trasformazione in aeroporto di III categoria, alcuni esperti dicono che non sia possibile per tanti motivi. Uno per tutti lo spazio necessario per l’ atterraggio e la partenza. Come si è potuto costruire una pista che inizia sulla variante SS 18 e finisce al limite della ferrovia ? Intanto la Provincia di Cosenza, per bocca del consigliere provinciale Arturo Riccetti annuncia interventi stradali per migliorare l’accesso all’aviosuperficie. Ben 130 mila euro per l’ingresso da ovest , dal bivio di Orsomarso, e altri 200 mila euro per l’ingresso dalla superstrada. In totale , 330 mila euro per due strade che potrebbero portare solo ad una pista di cemento costata 25 miliardi ! E chissà un domani con un bel ponte si potrebbe utilizzare anche l’altra strada inutile ,la Scalea Mormanno. Bell’affare ! Non si potrebbe attendere il decollo definitivo dell’opera , senza rischiare di costruire con fondi pubblici due o tre strade che porteranno al nulla ?
Intanto l’aviosuperficie servirà per delle riprese di un film che si gira in questi giorni nel centro storico di Diamante. Ad atterrare o a fingere di farlo sarà l’attore francese Gerard Depardieu. Ma il film di Depardieu non è un film di fantascienza è un film vero, una storia di speranza e di lavoro ambientata nella nostra terra, che ironia della sorte, e senza che il regista Calopresti lo sapesse, parte proprio da un opera inutile.

Francesco Cirillo


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