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Editoriale - 02.03.2007

Non mi piacciono i linciaggi

Non mi convince molto, nel metodo, la scelta di Turigliatto e di Rossi, pur condividendoli in pieno per quanto riguarda il merito della questione, di tirare lo sgambetto al Governo, votando contro la relazione al Senato del ministro D'Alema sulla politica estera.
C'è un gioco di squadra da rispettare e la scelta di garantire l'affidabilità del proprio partito nelle valutazioni che lo coinvolgono, come in quelle dell'Unione e di un programma sottoscritto e condiviso.
Già quando il voto di Paolo Cacciari pose in chiaro che sulla guerra, le missioni e la Pace non c'è una omogenea posizione delle coscienze, prima ancora che dei partiti, doveva essere posta una riflessione. Un tavolo di discussione per non doversi trovare nella situazione in cui si è venuti a trovare, dove alcune coscienze hanno toccato il proprio punto limite, sicuramente un pò prima di altre: ma si sa che anche in natura ci sono frutti che maturano prima di altri che, pur sulla stessa pianta, giungono a maturazione un pò più tardi.
Il popolo che ha manifestato a Vicenza contro l'allargamento della base degli Usa, non è un elettorato che vota a destra; ha votato Prodi ed è fortemente critico nei suoi confronti e con le scelte del suo Governo che poco, se non nulla, sta facendo per arginare la spinta delle multinazionali della guerra: nella stessa finanziaria 2007 sono aumentate le spese per il militare. Ma il popolo di Vicenza, voterà nuovamente una coalizione di centro sinistra, se si dovesse riandare nuovamente alle elezioni, ma non è contento ed urla la sua contrarietà a politiche non chiaramente in difesa dell'ambiente, dei redditi e della Pace.
Essere contro non vuole dire assolutamente non condividere l'idea di un cambiamento possibile per le politiche di questo governo, ne l'impossibilità di lavorare al suo interno perché le idee di solidarietà per quelli che sono in maggiore difficoltà, si trasformino in atti politici di indirizzo, prima, ed in azioni amministrative di intervento, poi.
Essere partito di governo e di opposizione assieme, non è una contraddizione in termini, ma la possibilità di incidere in maniera chiara su alcune delle politiche di governo che sono trasversali ai partiti, non marcando più una separazione tra politiche di destra e di sinistra, ma nemmeno di centro moderato, visto che una delle componenti più attive e numericamente significativa del movimento contro la guerra, del popolo di Vicenza, di Assisi e di tutte le città d'Italia, è nei gruppi e associazioni cattoliche di base.
Saper fare il gioco di squadra è importante, sicuramente essenziale in alcuni momenti, e Turigliatto e Rossi non hanno fatto una valutazione dei tempi e dei modi, non hanno saputo attendere che anche molte altre coscienze giungessero al punto di maturazione e porre con una maggiore forza il rispetto di alcuni dei punti centrali del programma dell'Unione, in particolare sulle missioni di guerra.
Riportare a casa tutti i nostri soldati dalla carneficina di Bagdad e di Kabul era, e resta, uno dei punti chiave del programma, ma lo sono anche l'abolizione delle leggi terribili del governo Berlusconi sull'immigrazione, sulle droghe, sulla televisione, sulla giustizia, sulla scuola.
Le ragioni di Turigliatto e di Rossi ci sono tutte, anche l'errore di aver votato contro nel momento sbagliato.
Ma i linciaggi sono un'altra cosa. Non mi sono mai piaciute le epurazioni, né i linciaggi. Le coscienze devono potersi esprimere sempre: quando si tratta di contrastare la guerra, hanno l'obbligo di non tacere.

Roberto Malinconico


Impronte sociali
Settimanale dell’Associazione Melagrana Onlus – Reg. n. 630 dell’8-11-2004 Tribunale di Santa Maria Capua Vetere (Ce)
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