Non mi piacciono
i linciaggi
Non mi convince molto, nel metodo, la scelta di
Turigliatto e di Rossi, pur condividendoli in pieno per quanto
riguarda il merito della questione, di tirare lo sgambetto al Governo,
votando contro la relazione al Senato del ministro D'Alema sulla
politica estera.
C'è un gioco di squadra da rispettare e la scelta di garantire
l'affidabilità del proprio partito nelle valutazioni che
lo coinvolgono, come in quelle dell'Unione e di un programma sottoscritto
e condiviso.
Già quando il voto di Paolo Cacciari pose in chiaro che
sulla guerra, le missioni e la Pace non c'è una omogenea
posizione delle coscienze, prima ancora che dei partiti, doveva
essere posta una riflessione. Un tavolo di discussione per non
doversi trovare nella situazione in cui si è venuti a trovare,
dove alcune coscienze hanno toccato il proprio punto limite, sicuramente
un pò prima di altre: ma si sa che anche in natura ci sono
frutti che maturano prima di altri che, pur sulla stessa pianta,
giungono a maturazione un pò più tardi.
Il popolo che ha manifestato a Vicenza contro l'allargamento della
base degli Usa, non è un elettorato che vota a destra; ha
votato Prodi ed è fortemente critico nei suoi confronti
e con le scelte del suo Governo che poco, se non nulla, sta facendo
per arginare la spinta delle multinazionali della guerra: nella
stessa finanziaria 2007 sono aumentate le spese per il militare.
Ma il popolo di Vicenza, voterà nuovamente una coalizione
di centro sinistra, se si dovesse riandare nuovamente alle elezioni,
ma non è contento ed urla la sua contrarietà a politiche
non chiaramente in difesa dell'ambiente, dei redditi e della Pace.
Essere contro non vuole dire assolutamente non condividere l'idea
di un cambiamento possibile per le politiche di questo governo,
ne l'impossibilità di lavorare al suo interno perché le
idee di solidarietà per quelli che sono in maggiore difficoltà,
si trasformino in atti politici di indirizzo, prima, ed in azioni
amministrative di intervento, poi.
Essere partito di governo e di opposizione assieme, non è una
contraddizione in termini, ma la possibilità di incidere
in maniera chiara su alcune delle politiche di governo che sono
trasversali ai partiti, non marcando più una separazione
tra politiche di destra e di sinistra, ma nemmeno di centro moderato,
visto che una delle componenti più attive e numericamente
significativa del movimento contro la guerra, del popolo di Vicenza,
di Assisi e di tutte le città d'Italia, è nei gruppi
e associazioni cattoliche di base.
Saper fare il gioco di squadra è importante, sicuramente
essenziale in alcuni momenti, e Turigliatto e Rossi non hanno fatto
una valutazione dei tempi e dei modi, non hanno saputo attendere
che anche molte altre coscienze giungessero al punto di maturazione
e porre con una maggiore forza il rispetto di alcuni dei punti
centrali del programma dell'Unione, in particolare sulle missioni
di guerra.
Riportare a casa tutti i nostri soldati dalla carneficina di Bagdad
e di Kabul era, e resta, uno dei punti chiave del programma, ma
lo sono anche l'abolizione delle leggi terribili del governo Berlusconi
sull'immigrazione, sulle droghe, sulla televisione, sulla giustizia,
sulla scuola.
Le ragioni di Turigliatto e di Rossi ci sono tutte, anche l'errore
di aver votato contro nel momento sbagliato.
Ma i linciaggi sono un'altra cosa. Non mi sono mai piaciute le
epurazioni, né i linciaggi. Le coscienze devono potersi
esprimere sempre: quando si tratta di contrastare la guerra, hanno
l'obbligo di non tacere.
Roberto Malinconico |