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Editoriale - 05.10.2007

Marciare in Pace

Sarà una fiumana umana quella che domenica 7 ottobre marcerà per le strade umbre verso Assisi, colorata di rosso -per dare vicinanza e solidarietà alla sofferenza del popolo birmano, al lutto per i monaci massacrati e vessati da un governo anacronistico e totalitario- e con dentro la voglia, la speranza e la certezza che è possibile costruire un mondo migliore.
All'invito della Tavola della Pace, che raggruppa oltre 700 tra comuni e movimenti impegnati nella solidarietà internazionale, risponderanno in tantissimi per creare un argine alla barbarie di questi nostri tempi bui, ma anche per dare forza allo slogan che caratterizza la marcia di quest'anno: "tutti i diritti umani per tutti".
C'è bisogno di definire gli ambiti del nuovo progetto di civiltà che riteniamo debba essere promosso nelle nostre comunità: accoglienza, salute, istruzione, lavoro, casa, sicurezza, ecc.
Ecco! Sono proprio queste ultime le coordinate, l'ossatura forte della nuova civiltà: i contenuti de "Tutti i diritti umani per tutti", che è stato scelto come slogan della marcia di quest'anno. Si! affinchè, ovunque, le donne e gli uomini possano vivere con la certezza che i diritti, tutti i diritti umani, siano un'opportunità per l'umanità intera e non un privilegio di pochi fortunati sulla terra.
Le voci della Pace appaiono afone negli ultimi anni, zittite principalmente dal fallimento dei movimenti contro la Guerra, dalla fatica del movimento dei movimenti nel far crescere il consenso internazionale sui temi della non-violenza, del confronto tra i popoli e ed il rifiuto delle armi.
Non è solo per noi che vivrà la marcia. La Perugia-Assisi di questo anno cammina al fianco dei monaci buddista della Birmania, ma anche delle vittime sempre più numerose della popolazione civile in Iraq e in Afghanistan.
Deve essere fermato il massacro, anche in altre parti del globo, meno illuminate dai riflettori dei media, dove si muore allo stesso modo e dove gli standard della qualità della vita sono bassissimi e ancora di più (se fosse possibile quantizzare il dato) è l'aspettativa di vita che le persone hanno in alcuni dei paesi d'Africa.
Non è possibile restare indifferenti!
La Tavola della Pace ha anche inviato un appello al Governo ed al mondo della politica, nel nostro paese e in Europa, affinché si faccia portavoce del bisogno di Pace e di sviluppo per i paesi del Sud povero del mondo.
" Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti."
Eppure, ancora oggi, alla vigilia del 60° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, centinaia di milioni di persone, nel mondo, sono costrette a sopravvivere e spesso a morire senza conoscere la pace, la libertà, la giustizia e la democrazia. Non è possibile tollerare oltre questa palese ingiustizia!
C'è il bisogno urgente di una politica nuova e di una nuova cultura politica nonviolenta, in primo luogo, e fondata sui diritti umani.
Occorre rivendicare con forza una nuova idea della politica che si impegni a salvare dalla morte certa coloro che ancora sono privati dei più elementari e fondamentali diritti; promuovere una politica che non esiti a mettere al bando la guerra (senza se e senza ma) e che riconosca, quale diritto fondamentale della persona e dei popoli, la Pace; una politica capace di difendere e attuare il bene comune come valore universale.
Nella crisi della politica, proprio nei giorni in cui cresce un malcontento diffuso e generalizzato, con forti connotazioni di qualunquismo, ma anche di esasperazioni forcaiole, invocate nel nome della sicurezza, occorre mobilitare tutte le nostre energie.
Per dirla con le parole dell'appello alla marcia della Tavola della Pace: "Serve un nuovo coraggio civico e politico. Occorre diffondere una nuova cultura politica nonviolenta basata sul rispetto della "dignità di tutti i membri della famiglia umana e dei loro diritti eguali ed inalienabili".
I diritti umani non rappresentano unicamente dei valori altissimi, essi raccolgono in se il valore giuridico dei bisogni vitali delle persone e sono gli obiettivi concreti che la politica deve perseguire a tutti i livelli ed ovunque.
Marciare per la Pace rappresenta una emozione che accomuna e rende ciascuno di noi partecipe dell'umanità intera.
Esiste un solo cielo come coperta per un mondo che, pur nelle forzate divisioni dei governi, resta allegramente popolato da simili, variopinti, fratelli.

di Roberto Malinconico


Impronte sociali
Settimanale dell’Associazione Melagrana Onlus – Reg. n. 630 dell’8-11-2004 Tribunale di Santa Maria Capua Vetere (Ce)
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