Marciare in Pace
Sarà una fiumana umana quella che domenica
7 ottobre marcerà per le strade umbre verso Assisi, colorata
di rosso -per dare vicinanza e solidarietà alla sofferenza
del popolo birmano, al lutto per i monaci massacrati e vessati
da un governo anacronistico e totalitario- e con dentro la voglia,
la speranza e la certezza che è possibile costruire un mondo
migliore.
All'invito della Tavola della Pace, che raggruppa oltre 700 tra
comuni e movimenti impegnati nella solidarietà internazionale,
risponderanno in tantissimi per creare un argine alla barbarie
di questi nostri tempi bui, ma anche per dare forza allo slogan
che caratterizza la marcia di quest'anno: "tutti i diritti
umani per tutti".
C'è bisogno di definire gli ambiti del nuovo progetto di
civiltà che riteniamo debba essere promosso nelle nostre
comunità: accoglienza, salute, istruzione, lavoro, casa,
sicurezza, ecc.
Ecco! Sono proprio queste ultime le coordinate, l'ossatura forte
della nuova civiltà: i contenuti de "Tutti i diritti
umani per tutti", che è stato scelto come slogan della
marcia di quest'anno. Si! affinchè, ovunque, le donne e
gli uomini possano vivere con la certezza che i diritti, tutti
i diritti umani, siano un'opportunità per l'umanità intera
e non un privilegio di pochi fortunati sulla terra.
Le voci della Pace appaiono afone negli ultimi anni, zittite principalmente
dal fallimento dei movimenti contro la Guerra, dalla fatica del
movimento dei movimenti nel far crescere il consenso internazionale
sui temi della non-violenza, del confronto tra i popoli e ed il
rifiuto delle armi.
Non è solo per noi che vivrà la marcia. La Perugia-Assisi
di questo anno cammina al fianco dei monaci buddista della Birmania,
ma anche delle vittime sempre più numerose della popolazione
civile in Iraq e in Afghanistan.
Deve essere fermato il massacro, anche in altre parti del globo,
meno illuminate dai riflettori dei media, dove si muore allo stesso
modo e dove gli standard della qualità della vita sono bassissimi
e ancora di più (se fosse possibile quantizzare il dato) è l'aspettativa
di vita che le persone hanno in alcuni dei paesi d'Africa.
Non è possibile restare indifferenti!
La Tavola della Pace ha anche inviato un appello al Governo ed
al mondo della politica, nel nostro paese e in Europa, affinché si
faccia portavoce del bisogno di Pace e di sviluppo per i paesi
del Sud povero del mondo.
"
Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e
diritti."
Eppure, ancora oggi, alla vigilia del 60° anniversario della
Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, centinaia di milioni
di persone, nel mondo, sono costrette a sopravvivere e spesso a
morire senza conoscere la pace, la libertà, la giustizia
e la democrazia. Non è possibile tollerare oltre questa
palese ingiustizia!
C'è il bisogno urgente di una politica nuova e di una nuova
cultura politica nonviolenta, in primo luogo, e fondata sui diritti
umani.
Occorre rivendicare con forza una nuova idea della politica che
si impegni a salvare dalla morte certa coloro che ancora sono privati
dei più elementari e fondamentali diritti; promuovere una
politica che non esiti a mettere al bando la guerra (senza se e
senza ma) e che riconosca, quale diritto fondamentale della persona
e dei popoli, la Pace; una politica capace di difendere e attuare
il bene comune come valore universale.
Nella crisi della politica, proprio nei giorni in cui cresce un
malcontento diffuso e generalizzato, con forti connotazioni di
qualunquismo, ma anche di esasperazioni forcaiole, invocate nel
nome della sicurezza, occorre mobilitare tutte le nostre energie.
Per dirla con le parole dell'appello alla marcia della Tavola della
Pace: "Serve un nuovo coraggio civico e politico. Occorre
diffondere una nuova cultura politica nonviolenta basata sul rispetto
della "dignità di tutti i membri della famiglia umana
e dei loro diritti eguali ed inalienabili".
I diritti umani non rappresentano unicamente dei valori altissimi,
essi raccolgono in se il valore giuridico dei bisogni vitali delle
persone e sono gli obiettivi concreti che la politica deve perseguire
a tutti i livelli ed ovunque.
Marciare per la Pace rappresenta una emozione che accomuna e rende
ciascuno di noi partecipe dell'umanità intera.
Esiste un solo cielo come coperta per un mondo che, pur nelle forzate
divisioni dei governi, resta allegramente popolato da simili, variopinti,
fratelli.
di Roberto Malinconico
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