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Editoriale - 09.03.2007

L'otto marzo per Ingrid Betancourt

L'8 marzo di questo anno Ingrid Betancourt compira' il suo 1841esimo giorno di prigionia. Il 23 febbraio del 2002, infatti, fu rapita a Florencia, 600 chilometri a sud di Bogotà, dai guerriglieri delle FARC, le Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia insieme a Clara Rojas, amica fraterna nonche' direttrice della sua campagna elettorale. Da allora, a parte un video registrato dalle Farc nel luglio 2003, di Ingrid e di Clara non si hanno piu' notizie.
Dal 23 febbraio scorso, quinto anniversario del sequestro, una grande stampa con il profilo di Ingrid campeggia sul palazzo senatorio di piazza del Campidoglio, in Roma. Un'iniziativa voluta dal sindaco di Roma Walter Veltroni, per ricordare l'ex candidata alla Presidenza della Colombia della quale in quella data ricorreva il quinto anniversario del sequestro.
Ma chi e' veramente Ingrid? Madre di due bambini, nel 1989 Ingrid entra in politica dopo l'assassinio del candidato alla presidenza Luis Galan, che denunciava la connivenza del governo con il narcotraffico.
Con il suo movimento "Ossigeno verde", riprende la battaglia contro la corruzione e questo le costera' caro.
" Ingrid Betancourt vive e lavora in un paese che non fa parte dell'Occidente - ha detto Veltroni - e per questo e' condannata dall'Occidente. E cio' - ha continuato - e' inaccettabile, perche' i diritti umani non sono valutabili a seconda delle aree geografiche o delle aree di interesse, ma devono essere presidiati in ogni parte del mondo da un'opinione pubblica attenta e cosciente".
Dedichiamo la giornata dell'otto marzo a questa donna coraggiosa, che ha sacrificato tutto ciò che aveva per il suo paese. I media parlino di lei, della sua amica Clara Rojas e di quanto accade in Colombia. Questa è la migliore opportunità per lei di sopravvivere. Il Governo Colombiano deve sapere che gli italiani stanno monitorando da vicino la situazione.
Facciamo di Ingrid e delle tante donne che nel mondo sacrificano tutto in nome degli ideali di giustizia, pace e uguaglianza, un simbolo e un modello anche per la nostra vita quotidiana, in special modo per noi che lavoriamo nel mondo dell'informazione. Se riuscissimo, non soltanto l'otto marzo, ma tutti i giorni a dare spazio a storie come queste, probabilmente gli abusi, discriminazioni, violazioni di diritti umani sarebbero meno frequenti in tutto il mondo come a casa nostra.
Un'attenzione che non sembra condivisa dai due governi coinvolti, la Colombia di Alvaro Uribe e la Francia, di cui Ingrid Betancourt e' anche cittadina, e dove vivono i suoi due figli, Melanie e Lorenzo, ancora bambini al momento del sequestro. Oggi i due ragazzi guidano la mobilitazione per la madre e per gli altri 3000 sequestrati in mano alla guerriglia. E denunciano l'inattivismo dell'Eliseo.
Sottoscriviamo l'appello per la sua liberazione

di Elisa Marincola
www.articolo21.info

...rompiamo "il Silenzio che uccide"...

Aiutiamo Ingrid Betancourt che con coraggio e determinazione ha scelto di lottare contro la corruzione e la violenza che dilagano nel suo Paese.
Firmiamo al di là di ogni colore, credo, nazionalità
Facciamo sentire la sua voce con la nostra firma per il diritto alla vita, contro l'ingiustizia che non ha confini.
Liberiamola!
L'unico modo per tenerla in vita è far conoscere nel mondo la sua causa. Rompiamo il silenzio che uccide ogni ideale. Uniamoci a tutti quelli che si sono mossi e stanno lavorando per la liberazione di Ingrid e dei suoi 3.000 sfortunati compagni tenuti sequestrati con lei.
Per firmare l'appello e la petizione:
www.betancourt.triveneta.tv
idea@triveneta.tv


Impronte sociali
Settimanale dell’Associazione Melagrana Onlus – Reg. n. 630 dell’8-11-2004 Tribunale di Santa Maria Capua Vetere (Ce)
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