L'otto marzo
per Ingrid Betancourt
L'8 marzo di questo anno Ingrid
Betancourt compira' il suo 1841esimo giorno di prigionia. Il
23 febbraio del 2002,
infatti, fu rapita a Florencia, 600 chilometri a sud di Bogotà,
dai guerriglieri delle FARC, le Forze Armate Rivoluzionarie della
Colombia insieme a Clara Rojas, amica fraterna nonche' direttrice
della sua campagna elettorale. Da allora, a parte un video registrato
dalle Farc nel luglio 2003, di Ingrid e di Clara non si hanno piu'
notizie.
Dal 23 febbraio scorso, quinto anniversario del sequestro, una
grande stampa con il profilo di Ingrid campeggia sul palazzo senatorio
di piazza del Campidoglio, in Roma. Un'iniziativa voluta dal sindaco
di Roma Walter Veltroni, per ricordare l'ex candidata alla Presidenza
della Colombia della quale in quella data ricorreva il quinto anniversario
del sequestro.
Ma chi e' veramente Ingrid? Madre di due bambini, nel 1989 Ingrid
entra in politica dopo l'assassinio del candidato alla presidenza
Luis Galan, che denunciava la connivenza del governo con il narcotraffico.
Con il suo movimento "Ossigeno verde", riprende la battaglia
contro la corruzione e questo le costera' caro.
"
Ingrid Betancourt vive e lavora in un paese che non fa parte dell'Occidente
- ha detto Veltroni - e per questo e' condannata dall'Occidente.
E cio' - ha continuato - e' inaccettabile, perche' i diritti umani
non sono valutabili a seconda delle aree geografiche o delle aree
di interesse, ma devono essere presidiati in ogni parte del mondo
da un'opinione pubblica attenta e cosciente".
Dedichiamo la giornata dell'otto marzo a questa donna coraggiosa,
che ha sacrificato tutto ciò che aveva per il suo paese.
I media parlino di lei, della sua amica Clara Rojas e di quanto
accade in Colombia. Questa è la migliore opportunità per
lei di sopravvivere. Il Governo Colombiano deve sapere che gli
italiani stanno monitorando da vicino la situazione.
Facciamo di Ingrid e delle tante donne che nel mondo sacrificano
tutto in nome degli ideali di giustizia, pace e uguaglianza, un
simbolo e un modello anche per la nostra vita quotidiana, in special
modo per noi che lavoriamo nel mondo dell'informazione. Se riuscissimo,
non soltanto l'otto marzo, ma tutti i giorni a dare spazio a storie
come queste, probabilmente gli abusi, discriminazioni, violazioni
di diritti umani sarebbero meno frequenti in tutto il mondo come
a casa nostra.
Un'attenzione che non sembra condivisa dai due governi coinvolti,
la Colombia di Alvaro Uribe e la Francia, di cui Ingrid Betancourt
e' anche cittadina, e dove vivono i suoi due figli, Melanie e Lorenzo,
ancora bambini al momento del sequestro. Oggi i due ragazzi guidano
la mobilitazione per la madre e per gli altri 3000 sequestrati
in mano alla guerriglia. E denunciano l'inattivismo dell'Eliseo.
Sottoscriviamo l'appello per la sua liberazione
di Elisa Marincola
www.articolo21.info
...rompiamo "il Silenzio che uccide"...
Aiutiamo Ingrid Betancourt che con coraggio e determinazione ha
scelto di lottare contro la corruzione e la violenza che dilagano
nel suo Paese.
Firmiamo al di là di ogni colore, credo, nazionalità
Facciamo sentire la sua voce con la nostra firma per il diritto
alla vita, contro l'ingiustizia che non ha confini.
Liberiamola!
L'unico modo per tenerla in vita è far conoscere nel mondo
la sua causa. Rompiamo il silenzio che uccide ogni ideale. Uniamoci
a tutti quelli che si sono mossi e stanno lavorando per la liberazione
di Ingrid e dei suoi 3.000 sfortunati compagni tenuti sequestrati
con lei.
Per firmare l'appello e la petizione:
www.betancourt.triveneta.tv
idea@triveneta.tv |