Il
Vesuvio, l’inceneritore di Napoli
De Gennaro commissario straordinario per l’emergenza
rifiuti
De Gennaro non è San Gennaro, i miracoli
non li fa il super poliziotto d’Italia oppure sarebbe meglio
dire che li fa a modo suo: il sangue non si scioglie con De Gennaro,
si versa. E lo sanno bene quelli che nel 2001 a Napoli e poi a
Genova hanno assaggiato la santità del suo manganello. I
napoletani avrebbero dovuto rifiutare De Gennaro. Ma il super poliziotto
d’Italia non teme il suo passato né qualche occasionale
passaggio in aula di tribunale né le critiche di quei pochi
che sono rimasti ad accusarlo: ha tutta l’Italia dalla sua
parte, destra sinistra alto basso, l’Italia non può fare
più a meno di De Gennaro. Basterebbe questo per concludere
che l’Italia è messa veramente male. Un personaggio
che avrebbe dovuto sparire per lo meno dalla scena pubblica torna
alla ribalta come uomo a cui affidare la soluzione di situazioni
difficili. La settimana scorsa abbiamo raccontato del ruolo fondamentale
avuto da De Gennaro nel concludere l’accordo sull’immigrazione
con il colonnello Gheddafi. Ora lo troviamo a gestire la spazzatura
di Napoli. Come se non bastasse già tutta la spazzatura
che c’è. Il pessimista direbbe “Peggio di così non
poteva andare”, l’ottimista risponderebbe “Poteva,
poteva!”. Dopo quattordici anni di commissariamento, è un
commissario vecchia maniera, questa volta scortato dall’esercito,
che si deve occupare della nuova emergenza. Ancora una volta bisogna
notare la lentezza con cui l’Itala si accorge delle emergenze.
Ammesso che di emergenza di possa parlare, visto che l’emergenza è “una
situazione improvvisa” e invece il problema dello smaltimento
dei rifiuti a Napoli e in genere in Campania non è una piaga
nuova e nemmeno il coinvolgimento della Camorra. Questa è una
cosa che si sa da sempre, non serve leggerla sui giornali e non
serve nemmeno che venga Saviano a dircelo. L’immondizia della
Camorra sbrilluccica, la Camorra trasforma la spazzatura in oro
ed è forse per questo motivo che è stato scelto De
Gennaro per questo incarico straordinario, lui che almeno di criminalità organizzata
se ne intende. Perché al di là di inceneritori bechettiani,
discariche, bombe ecologiche, sommosse popolari e auspicate dimissioni,
tutta la falsa e sporca architettura del problema si regge sul
ruolo della Camorra. Ma quattro mesi sono pochi per fare qualcosa,
per sgarbugliare una matassa talmente radicata nel territorio,
nelle menti e nelle tasche che probabilmente De Gennaro si limiterà solo
a mantenere l’ordine pubblico alla sua maniera. Allo scadere
di questi quattro mesi il superpoliziotto d’Italia andrà ad
occupare una poltrona più importante e i guai resteranno
lì dove stanno. Ora, ci vorrebbe una gag della Smorfia per
abbassare la tensione. Ci vorrebbe una battuta di Massimo Troisi
per rendere leggenda quest’altro male partenopeo. Per tirare
un po’ la testa fuori dalla puzza, ai napoletani per il momento
non resta che consumare di meno. Meno consumi, meno sporchi, non
c’è dubbio, poi in un periodo in cui il potere d’acquisto
degli italiani ha ben poco a che vedere con il potere e i portafogli
si sono alleggeriti parecchio, non dovrebbe essere troppo difficile
ridurre gli acquisti: alla lunga potrebbe essere utile consumare
meno plastica, non cambiare un telefonino al mese, costruire lavatrici
che durano una vita, portare le scarpe dal calzolaio. Questa è la
prima soluzione al problema dei rifiuti e non riguarda solo Napoli,
ovviamente. Ma se la situazione si dovesse aggravare, i napoletani
non devono dimenticare che hanno il più grande inceneritore
del mondo proprio sulla loro testa: il Vesuvio. Se qualcuno non
ci ha già pensato (e sono sicuro che tra camorristi e amministratori
locali c’è qualcuno che già ci ha pensato),
questa potrebbe essere la soluzione: un inceneritore enorme, che
si autoalimenta, non costa niente e può contenere tutta
l’immondizia che vogliamo fino alla prossima eruzione. Quando
questa accadrà, di fronte a massi, lava e lapilli, di certo
l’immondizia accumulata non costituirà un problema.
Antonio Costantino |