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Editoriale - 14.01.08

Il Vesuvio, l’inceneritore di Napoli
De Gennaro commissario straordinario per l’emergenza rifiuti

De Gennaro non è San Gennaro, i miracoli non li fa il super poliziotto d’Italia oppure sarebbe meglio dire che li fa a modo suo: il sangue non si scioglie con De Gennaro, si versa. E lo sanno bene quelli che nel 2001 a Napoli e poi a Genova hanno assaggiato la santità del suo manganello. I napoletani avrebbero dovuto rifiutare De Gennaro. Ma il super poliziotto d’Italia non teme il suo passato né qualche occasionale passaggio in aula di tribunale né le critiche di quei pochi che sono rimasti ad accusarlo: ha tutta l’Italia dalla sua parte, destra sinistra alto basso, l’Italia non può fare più a meno di De Gennaro. Basterebbe questo per concludere che l’Italia è messa veramente male. Un personaggio che avrebbe dovuto sparire per lo meno dalla scena pubblica torna alla ribalta come uomo a cui affidare la soluzione di situazioni difficili. La settimana scorsa abbiamo raccontato del ruolo fondamentale avuto da De Gennaro nel concludere l’accordo sull’immigrazione con il colonnello Gheddafi. Ora lo troviamo a gestire la spazzatura di Napoli. Come se non bastasse già tutta la spazzatura che c’è. Il pessimista direbbe “Peggio di così non poteva andare”, l’ottimista risponderebbe “Poteva, poteva!”. Dopo quattordici anni di commissariamento, è un commissario vecchia maniera, questa volta scortato dall’esercito, che si deve occupare della nuova emergenza. Ancora una volta bisogna notare la lentezza con cui l’Itala si accorge delle emergenze. Ammesso che di emergenza di possa parlare, visto che l’emergenza è “una situazione improvvisa” e invece il problema dello smaltimento dei rifiuti a Napoli e in genere in Campania non è una piaga nuova e nemmeno il coinvolgimento della Camorra. Questa è una cosa che si sa da sempre, non serve leggerla sui giornali e non serve nemmeno che venga Saviano a dircelo. L’immondizia della Camorra sbrilluccica, la Camorra trasforma la spazzatura in oro ed è forse per questo motivo che è stato scelto De Gennaro per questo incarico straordinario, lui che almeno di criminalità organizzata se ne intende. Perché al di là di inceneritori bechettiani, discariche, bombe ecologiche, sommosse popolari e auspicate dimissioni, tutta la falsa e sporca architettura del problema si regge sul ruolo della Camorra. Ma quattro mesi sono pochi per fare qualcosa, per sgarbugliare una matassa talmente radicata nel territorio, nelle menti e nelle tasche che probabilmente De Gennaro si limiterà solo a mantenere l’ordine pubblico alla sua maniera. Allo scadere di questi quattro mesi il superpoliziotto d’Italia andrà ad occupare una poltrona più importante e i guai resteranno lì dove stanno. Ora, ci vorrebbe una gag della Smorfia per abbassare la tensione. Ci vorrebbe una battuta di Massimo Troisi per rendere leggenda quest’altro male partenopeo. Per tirare un po’ la testa fuori dalla puzza, ai napoletani per il momento non resta che consumare di meno. Meno consumi, meno sporchi, non c’è dubbio, poi in un periodo in cui il potere d’acquisto degli italiani ha ben poco a che vedere con il potere e i portafogli si sono alleggeriti parecchio, non dovrebbe essere troppo difficile ridurre gli acquisti: alla lunga potrebbe essere utile consumare meno plastica, non cambiare un telefonino al mese, costruire lavatrici che durano una vita, portare le scarpe dal calzolaio. Questa è la prima soluzione al problema dei rifiuti e non riguarda solo Napoli, ovviamente. Ma se la situazione si dovesse aggravare, i napoletani non devono dimenticare che hanno il più grande inceneritore del mondo proprio sulla loro testa: il Vesuvio. Se qualcuno non ci ha già pensato (e sono sicuro che tra camorristi e amministratori locali c’è qualcuno che già ci ha pensato), questa potrebbe essere la soluzione: un inceneritore enorme, che si autoalimenta, non costa niente e può contenere tutta l’immondizia che vogliamo fino alla prossima eruzione. Quando questa accadrà, di fronte a massi, lava e lapilli, di certo l’immondizia accumulata non costituirà un problema.

Antonio Costantino


Impronte sociali
Settimanale dell’Associazione Melagrana Onlus – Reg. n. 630 dell’8-11-2004 Tribunale di Santa Maria Capua Vetere (Ce)
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