Difendere
la laicità dello
Stato
"Non si può giudicare
un'intera comunità dal "gay pride"; sarebbe
come giudicare un Paese dal suo carnevale". Con queste parole
pacate, accompagnate da un marcato accento francese, un ospite
della trasmissione "Anno Zero" di Santoro, spegneva
ogni possibile discussione e strumentalizzazione che si sarebbe
potuta fare, durante la stessa trasmissione, o nei giorni seguenti,
sulla questione DICO. Ma diceva la sua, attraverso la personale
esperienza, anche sulla paura delle nuove possibili famiglie,
con due mamme o due padri, che sembrano essere sempre più alla
porta della nuova Europa, ed inevitabilmente, dell'Italia. Infatti,
essendo lei cittadina francese (la Francia ha varato i Pacs nel
1999) ha potuto con la propria compagna, con la quale conviveva
da moltissimi anni, fare richiesta di adozione ed ottenere l'autorizzazione
dopo essersi regolarmente registrate, lei e la sua compagna,
al consolato francese nella città dove vive. Da quattro
anni è mamma di una bambina speciale: ha due mamme e non
un papà.
Il seme di un donatore anonimo, depositato in una clinica belga
specializzata nella fecondazione per coppie sterili, ha consentito
la fecondazione e quindi la nascita della bimba.
"
E' stata la volontà di due adulte consapevoli che ha consentito
a questa vita di esistere" è stata la risposta alla
domanda di Santoro su che cosa diranno alla bambina. "Due
adulte che le vogliono bene e che desideravano che essa nascesse",
riprende con forza e pacata determinazione l'ospite, con il musicale
accento francese, nello spiegare di come cresce serena la bimba
e che la società deve essere capace di cogliere la normalità di
questo processo di crescita e di accompagnarlo negli anni, riducendo,
eliminando del tutto, gli ostacoli culturali e gli impedimenti
pregiudiziali che oggi si vogliono fortemente conservare.
Non è stata valutata la omoidentità della coppia,
bensì la salubrità come coppia (equilibrio relazionale
ed affettivo, stabilità del rapporto, capacità di
gestione comunicativa ed educativa nel futuro ruolo genitoriale)
così come per qualsiasi coppia che decide e chiede di iniziare
un percorso di fecondazione artificiale o un'adozione. Adulti sani,
in una relazione sana per quanto riguarda gli aspetti relazionali,
comunicativi ed affettivi, che fanno il passaggio da coppia a famiglia.
Ma le polemiche ci sono state, lo show del ministro Mastella, è stato
continuato nei giorni a seguire.
L'Italia papalina si sta giocando tutto su questa partita e ha
dato mandato pieno ai suoi uomini presenti nelle istituzioni per
non cedere. La crociata che la chiesa sta portando avanti contro
i DICO sa di vera e propria restaurazione: non si tratta di difendere
la famiglia "naturale", come urlava Mastella nella trasmissione
di Santoro, ma di non modificare il diritto di sancire una unione
dove la religione ha gettato le sue stesse basi, demonizzando tutto
ciò che è more uxorio, impedendo al clero il matrimonio
(sottacendo la normalità delle pratiche sessuali (omo ed
etero) che hanno nei prelati protagonisti sempre più manifesti),
mantenere il ruolo subordinato della donna nella chiesa (non può officiare
messa), nella famiglia (fattrice e principalmente destinata all'accudimento
dei figli) e nella società riconoscendone una maggiore attitudine
alla gestione domestica che non a quella lavorativa.
La laicità dello stato non è mai stata più seriamente
minacciata come in questo momento, anche a causa dell'influenza
prodotta dallo scontro di civiltà che negli ultimi anni è stato
posto come braccio di ferro (e di fuoco, se si considerano le guerre
che l'occidente sta facendo in Iraq e Afghanistan) tra cristianesimo
e l'islamismo.
Tra le motivazioni forti della guerra in Afghanistan è stata
quella della liberazione delle donne da un regime anacronistico
e basato sulla rigida applicazione di una religione come legge
di stato.
Lo stesso rigore e ingerenze sempre più intense della chiesa,
con forza spinta da un Papa della restaurazione quale solo l'anacronistico
Ratzinger può essere, sono evidenti nel nostro paese proprio
quando lo Stato laico cerca un'accelerazione per potersi allineare
ad uno standard europeo, almeno per tutto ciò che riguarda
i diritti e la civile convivenza tra le persone (uomini o donne
che siano, ufficialmente unite in matrimonio o conviventi) per
le quali deve essere garantito il pieno riconoscimento dei diritti
(di tutti i diritti) che una comunità civile, libera e democratica,
quale l'Unione Europea aspira ad essere, deve garantire ai suoi
cittadini e cittadine.
Il carnevale, come il gay pride è un giorno di festa che
viene una volta l'anno, di accentuazione, stravolgimento allegorico
e spettacolarizzazione del quotidiano, poi ci sono tutti gli altri
giorni dove non andiamo in giro con la mascherina e torniamo ad
essere semplicemente persone, che amano, educano, parlano, spiegano,
lottano, piangono e cercano di insegnare a gioire e ridere.
di Roberto Malinconico |