Home
Impronte sociali
Consulta
Sezioni
Forum
Abbonamenti
Contatti
Mappa
Home
Impronte sociali
Consulta
Editoriali
Sezioni
Gallerie fotografiche
Newsletter
Forum
Redazione
Collabora
Abbonamenti
Weblinks
Contatti

 
Speciali
  - Il Nostro Sud
- Discarica Lo Uttaro
In costruzione
In costruzione
 
Editoriale - 16.03.2007

Difendere la laicità dello Stato

"Non si può giudicare un'intera comunità dal "gay pride"; sarebbe come giudicare un Paese dal suo carnevale". Con queste parole pacate, accompagnate da un marcato accento francese, un ospite della trasmissione "Anno Zero" di Santoro, spegneva ogni possibile discussione e strumentalizzazione che si sarebbe potuta fare, durante la stessa trasmissione, o nei giorni seguenti, sulla questione DICO. Ma diceva la sua, attraverso la personale esperienza, anche sulla paura delle nuove possibili famiglie, con due mamme o due padri, che sembrano essere sempre più alla porta della nuova Europa, ed inevitabilmente, dell'Italia. Infatti, essendo lei cittadina francese (la Francia ha varato i Pacs nel 1999) ha potuto con la propria compagna, con la quale conviveva da moltissimi anni, fare richiesta di adozione ed ottenere l'autorizzazione dopo essersi regolarmente registrate, lei e la sua compagna, al consolato francese nella città dove vive. Da quattro anni è mamma di una bambina speciale: ha due mamme e non un papà.
Il seme di un donatore anonimo, depositato in una clinica belga specializzata nella fecondazione per coppie sterili, ha consentito la fecondazione e quindi la nascita della bimba.
" E' stata la volontà di due adulte consapevoli che ha consentito a questa vita di esistere" è stata la risposta alla domanda di Santoro su che cosa diranno alla bambina. "Due adulte che le vogliono bene e che desideravano che essa nascesse", riprende con forza e pacata determinazione l'ospite, con il musicale accento francese, nello spiegare di come cresce serena la bimba e che la società deve essere capace di cogliere la normalità di questo processo di crescita e di accompagnarlo negli anni, riducendo, eliminando del tutto, gli ostacoli culturali e gli impedimenti pregiudiziali che oggi si vogliono fortemente conservare.
Non è stata valutata la omoidentità della coppia, bensì la salubrità come coppia (equilibrio relazionale ed affettivo, stabilità del rapporto, capacità di gestione comunicativa ed educativa nel futuro ruolo genitoriale) così come per qualsiasi coppia che decide e chiede di iniziare un percorso di fecondazione artificiale o un'adozione. Adulti sani, in una relazione sana per quanto riguarda gli aspetti relazionali, comunicativi ed affettivi, che fanno il passaggio da coppia a famiglia.
Ma le polemiche ci sono state, lo show del ministro Mastella, è stato continuato nei giorni a seguire.
L'Italia papalina si sta giocando tutto su questa partita e ha dato mandato pieno ai suoi uomini presenti nelle istituzioni per non cedere. La crociata che la chiesa sta portando avanti contro i DICO sa di vera e propria restaurazione: non si tratta di difendere la famiglia "naturale", come urlava Mastella nella trasmissione di Santoro, ma di non modificare il diritto di sancire una unione dove la religione ha gettato le sue stesse basi, demonizzando tutto ciò che è more uxorio, impedendo al clero il matrimonio (sottacendo la normalità delle pratiche sessuali (omo ed etero) che hanno nei prelati protagonisti sempre più manifesti), mantenere il ruolo subordinato della donna nella chiesa (non può officiare messa), nella famiglia (fattrice e principalmente destinata all'accudimento dei figli) e nella società riconoscendone una maggiore attitudine alla gestione domestica che non a quella lavorativa.
La laicità dello stato non è mai stata più seriamente minacciata come in questo momento, anche a causa dell'influenza prodotta dallo scontro di civiltà che negli ultimi anni è stato posto come braccio di ferro (e di fuoco, se si considerano le guerre che l'occidente sta facendo in Iraq e Afghanistan) tra cristianesimo e l'islamismo.
Tra le motivazioni forti della guerra in Afghanistan è stata quella della liberazione delle donne da un regime anacronistico e basato sulla rigida applicazione di una religione come legge di stato.
Lo stesso rigore e ingerenze sempre più intense della chiesa, con forza spinta da un Papa della restaurazione quale solo l'anacronistico Ratzinger può essere, sono evidenti nel nostro paese proprio quando lo Stato laico cerca un'accelerazione per potersi allineare ad uno standard europeo, almeno per tutto ciò che riguarda i diritti e la civile convivenza tra le persone (uomini o donne che siano, ufficialmente unite in matrimonio o conviventi) per le quali deve essere garantito il pieno riconoscimento dei diritti (di tutti i diritti) che una comunità civile, libera e democratica, quale l'Unione Europea aspira ad essere, deve garantire ai suoi cittadini e cittadine.
Il carnevale, come il gay pride è un giorno di festa che viene una volta l'anno, di accentuazione, stravolgimento allegorico e spettacolarizzazione del quotidiano, poi ci sono tutti gli altri giorni dove non andiamo in giro con la mascherina e torniamo ad essere semplicemente persone, che amano, educano, parlano, spiegano, lottano, piangono e cercano di insegnare a gioire e ridere.

di Roberto Malinconico


Impronte sociali
Settimanale dell’Associazione Melagrana Onlus – Reg. n. 630 dell’8-11-2004 Tribunale di Santa Maria Capua Vetere (Ce)
COPYLEFT La riproduzione dei materiali presenti in questo sito è libera e incoraggiata - Se copiate, citate la fonte.