Forum
Sociale Mondiale: La lezione di un Continente
Dopo anni, continua il nostro impegno
di movimento anche se per me con una novità rilevante, legata ad una
responsabilità di governo.
Un impegno gratificante e intensissimo, nel momento in cui sono
richiamata quotidianamente a quella coerenza delle iniziative imparata
nelle pratiche di movimento. La coerenza necessaria per interpretare
questo mio incarico come lo strumento per rendere il governo permeabile
alle istanze dei movimenti.
Questo appuntamento lancia un messaggio chiaro: è tempo
che l'Africa venga considerata dal mondo per quello che è,
ovvero un continente in fermento, sia politico e sociale. Bene,
Nairobi contribuirà affinché ciò cominci ad
accadere. L'obiettivo è restituire all'Africa la dimensione
politica che merita, smettendo di considerarla semplicemente la
terra da "beneficiare" attraverso le tradizionali politiche
di cooperazione internazionale.
Nairobi 2007 sarà importante anche per riconoscere i soggetti
sociali africani che nelle loro pratiche quotidiane sono capaci
di innovazione, uno degli scopi della nascita del Forum Sociale
Mondiale.
Per combattere la povertà dobbiamo ripartire dalle comunità e
dai territori, offrendo ai popoli che vivono in tante aree regionali
del continente africano la possibilità di diventare protagonisti
del loro riscatto. Penso ad esempio alle tante donne che si sono
messe al lavoro per sostenere l'economia locale: a Nairobi avremo
la possibilità di incontrarle e ascoltare le loro proposte
così come accadrà di nuovo a Bamako il 2 e 3 marzo
all'incontro mondiale delle donne Africane che organizzeremo come
Cooperazione italiana.
Spero che con questo Forum Sociale Mondiale il Nord del mondo capisca
che quando si interviene nei cosiddetti Paesi poveri, lo si deve
fare con la massima capacità d'ascolto, chiedendo loro il
tipo di progresso sociale economico e culturale da perseguire,
senza imporre quello che pensiamo sia giusto per noi.
L'obiettivo di Nairobi, dunque, deve essere lo scambio, perchè noi
dall'Africa abbiamo molto da ricevere.
Accanto ad una denuncia sempre più convinta del fallimento
delle politiche liberiste e quindi della guerra - che oggi sembra
necessaria proprio per mantenere in vita tali politiche - il mio
auspicio è che da questo Forum si sviluppino sempre di più idee
concrete, da affermare in modo propositivo e positivo.
Idee concrete su come preservare i beni comuni - acqua, terra,
energia e cibo - e su come rafforzare l'esercizio dei diritti umani,
sociali e politici, in ogni Paese.
Poi spero emerga la centralità di tre settori, tra loro
strettamente interconnessi e di fondamentale importanza per combattere
la povertà. Il primo è quello dell'ambiente, nel
senso più generale del termine. Il secondo è il settore
socio-sanitario, finalizzato al "formare per", per favorire
le espressioni locali che in Africa ci sono. Il terzo è quello
educativo-culturale, con interventi che mettano in rete università,
centri di formazione, comuni, società civile e movimenti.
La mia idea è quella di una cooperazione che non sia calata
dall'alto, come accadeva spesso in passato, ma che sappia ascoltare
la voce dell'Africa, una cooperazione cioè tra popoli e
non solo tra governi. Una cooperazione che sia alternativa all'approccio
competitivo imposto dal modello liberista.
È
importante cominciare a praticare questo approccio, ed è per
questo che, su mia iniziativa, il governo italiano ha voluto offrire
un contributo anche economico per il Forum di Nairobi; il che dimostra
un impegno politico preciso, perché l'Africa è un
continente politicamente importante, con una società civile
attiva e organizzata che, dopo secoli di sottomissione - prima
al colonialismo e poi alle politiche liberiste - oggi vuole camminare
sulle proprie gambe e occupare il posto che fino ad ora non ha
avuto nel mondo.
A differenza delle edizioni passate del Forum, a cui presero parte
solo parlamentari, quest'anno con la mia presenza, dunque con la
presenza del Governo, l'Italia vuole segnare l'attenzione particolare
della politica verso la società civile che si incontra a
Nairobi, e contribuire ai suoi dibattiti con forza ancora maggiore.
Non solo per discutere ma anche per testimoniare che attraverso
le buone pratiche è possibile costruire un mondo più solidale
ed equo. Un nuovo mondo possibile e necessario, radicalmente alternativo
a quello attuale, che cancelli la guerra e dove prevalgano iniziative
di pace quotidiana che mettano al centro le persone e la tutela
ambientale e non il profitto.
Buon Forum a tutte e tutti!
Patrizia Sentinelli
Viceministra degli Esteri con delega alla
Cooperazione Internazionale dell'Italia
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