Tredici
persone furono rinviate a giudizio, accusate di aver
voluto “sovvertire violentemente l’ordine
economico costituito nello stato” per essere stati
fra gli animatori delle grandi manifestazioni di popolo
in occasione del vertice OCSE di Napoli e del G8 di Genova
nel 2001.
Quel processo, iniziato il 2 dicembre 2004
presso la Corte di Assise di Cosenza, è alle sue
battute finali. La requisitoria del Pubblico Ministero è prevista
per il 23 gennaio, e poco dopo sarà emessa la
sentenza.
Solo un mese fa il Tribunale di Genova
ha comminato più di un secolo di carcere a ventiquattro
manifestanti. Sono stati inflitti fino a 11 anni di carcere
utilizzando reati da codice di guerra come l’accusa
di “devastazione e saccheggio”.
Nessuno ha invece pagato per le inaudite
violenze compiute dalle forze dell’ordine sui manifestanti
a Genova, giudicate da Amnesty International la più grave
violazione dei diritti umani in Europa dal dopoguerra.
Nessuno dei dirigenti responsabili ha dovuto
rendere conto degli errori ed orrori commessi: al contrario,
sono stati tutti promossi. I processi per la macelleria
della Diaz e le torture a Bolzaneto si avviano alla prescrizione
per decorrenza dei termini. L’omicidio di Carlo
Giuliani è stato archiviato senza un processo.
Il Parlamento ha respinto la richiesta di istituzione
di una Commissione di Inchiesta. Al contrario, gli imputati
di Cosenza rischiano pene severissime.
Ancora una volta c’è bisogno
di difendere la dignità calpestata del nostro
paese e le garanzie democratiche –nel sessantesimo
della Costituzione. Una volta ancora bisogna pretendere
verità e giustizia sui fatti di Genova, e difendere
il diritto a costruire un “un altro mondo possibile”.
Il nostro paese è pieno di lotte,
vertenze nazionali e locali, resistenze e proposte per
i diritti umani, sociali, civili, politici, ambientali,
per la difesa dei beni comuni, contro la guerra e il
riarmo. L’attivismo civile e la mobilitazione sociale
dovrebbero essere considerato una risorsa di questo paese.
Al contrario, tante di queste lotte finiscono
sotto processo e tante persone rischiano di vedersi rovinata
la vita per il loro impegno sociale. Crediamo sia necessario
allargare la riflessione, la solidarietà e l’iniziativa
unitaria di fronte ai segnali di una deriva securitaria
e repressiva contro ogni forma di diversità e
di dissenso.
Agli imputati di Cosenza viene contestato
di essere protagonisti attivi del movimento altermondialista
e delle lotte per il cambiamento, attività che
viene quindi considerata sovversiva e cospirativa.
Questo processo riguarda perciò fino
in fondo tutti coloro che credono doveroso impegnarsi
per una società e un pianeta più giusti
e che vogliono per tutti e per tutte il diritto ad agire,
ad opporsi, a praticare e vivere alternative.
E’ tempo di tornare a Cosenza da
ogni parte d’Italia, come facemmo il 23 novembre
del 2002 protestando insieme a tutta la città.
Costruiamo insieme una nuova grande manifestazione
a Cosenza sabato 2 febbraio
per liberare chi è sotto processo da accuse inaccettabili
DIFENDIAMO IL DIRITTO A VOLER CAMBIARE IL MONDO
Le adesioni collettive e individuali vanno
inviate a: liberi tutti@inventati.org
Prime adesioni: Arci, Associazione Beati
i costruttori di pace, Associazione per la Pace, Carta,
Confederazione Cobas, Fiom-Cgil, Giovani Comunisti/e,
Global meeting network Partito della Rifondazione Comunista,
Rete controg8 per la globalizzazione dei diritti, SdL
intercategoriale Sinistra Critica, Assessorato Politiche
sociali ed Immigrazione Provincia di Cosenza, Associazione
Baobab, Associazione La Kasbah, Associazione Yairaiha
Onlus, Circolo PRC “G. Mazzotta” Cosenza,
Cobas Cosenza, Comitato di lotta per la casa Cosenza,
CPOA Rialzo Cosenza, CSOA Cartella Reggio Calabria, Partito
Comunista dei Lavoratori Calabria, Rete antirazzista
calabrese, Action Roma, Ask191 Palermo, Centro ligure
di documentazione per la pace, Cobas Palermo, Collettivo
20 luglio Palermo, Collettivo malefimmine, Collettivo
Sparo Palermo, Collettivo Universitario Autonomo Palermo,
Comitato Autorganizzato Senza Casa Palermo, CSOA ExKarcere
Palermo, Infoxoa, redazione della rivista di quotidiano
movimento, Precari dello Spettacolo Palermo, Laboratorio
Zeta Palermo, Tam tam e segnali di fumo Cosenza.
Adesioni individuaIi: Vittorio Agnoletto,
europarlamentare; Nicola Atalmi, direzione nazionale
Comunisti Italiani, responsabile movimenti e pace; Norma
Bertullacelli, Genova; Marco Bersani, Attac Italia; Mauro
Bulgarelli, senatore; Antonio Bruno, capogruppo Sinsitra
Europea PRC Genova; Salvatore Cannavò, deputato;
Eva Catizone, segretaria regionale del Pdm; Italo Di
Sabato, responsabile ‘Osservatorio sulla repressione’ del
Prc; Gianni Fabbris, coordinatore nazionale Altragricoltura;
Tommaso Fattori;
Haidi Giuliani, senatrice; Doriana Goracci, Capranica (Vt); Nora Haydeè Rodriguez,
Vicenza; Nicola Latorre, giornalista free lance Bilbao (Paesi Baschi); Giovanni
Maiolo, Portavoce delle/i Giovani Comuniste/i della Calabria; Tano Malannino,
presidente nazionale Altragricoltura; Francesco Martone, senatore; Eugenio
Melandri; Sandro Morelli, direttore di «Quale Stato»–Rivista
trimestrale della Funzione pubblica Cgil; Luciano Muhlbauer, consigliere regionale
della Lombardia, Prc; Ciro Pesacane, Forum Ambientalista
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