Che
messaggio vuol dare, lasciando la magistratura?
“ Non so neanche se voglio dare un messaggio. E’ determinante l’esigenza
di fare qualcosa. Ritengo che esista una sofferenza nel rapporto tra il cittadino
e le regole. Credo che questa sofferenza sia complessivamente penalizzante per
l’applicazione delle regole. Forse, cercando di incidere su quello… occorre
far riflettere sull’importanza delle regole”.
Scomparsi i fatti dalle notizie, spariscono
le regole dalla società civile?
“ Ci sono regole diverse. Magari il cittadino sente l’esigenza di
applicarne di diverse: magari quelle secondo cui va avanti chi è più furbo.
E’ un discorso complicato. Ci sono approcci diversi. Penso dipenda dalla
weltaschaung, dal pensiero filosofico di fondo”.
Le persone che ha incontrato subito dopo
la sua decisione di lasciare la magistratura, hanno compreso?
“ Moltissime, sì. Tantissime, sì”.
E’ stato compreso che questo disagio
non è solo un suo problema?
“ Ma io non credo di avere dei problemi. Sono arrivato ad un certo punto
a constatare che la giustizia in Italia funziona malissimo. M’è venuto
da pensare. Anche perché io vado da vent’anni per scuole, circoli,
università. M’è venuto da pensare che questo fatto che sembra
ineluttabile del cattivo funzionamento della giustizia potrebbe in qualche modo
essere toccato da un diverso sentimento nei confronti delle regole da parte della
cittadinanza”.
Uno dei problemi che lei pone nei suoi libri
sta nella distanza tra verità processuale e verità dei
fatti.
“ C’è anche quello. Non è un elemento scatenante. Il
problema è del come si può stare insieme nel rispetto della nostra
Costituzione, secondo i principi stabiliti quando la Costituzione è stata
emanata. I diritti fondamentali della persona, l’uguaglianza dei cittadini
di fronte alla legge. Di questo bisogna parlare”.
E’ cambiata l’attenzione dei
giornalisti verso i processi. Si preferisce seguire quelli
a maggiore indice di spettacolarità.
“ Non so. Sicuramente, se guardo a qualche decina di anni fa esisteva da
parte della cittadinanza una maggior condivisione delle regole. Anche se… poteva
essere che venissero condivise delle regole non perfettamente in linea con la
Costituzione. Adesso, mi sembra che o non esiste condivisione… o, se esiste
condivisione, sia molto difficile avere voce”.
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