lascia
scampo, e investe praticamente tutti i settori della
società. Investe l'agricoltura, con la scarsità d'acqua
ad uso irriguo, colpisce l'industria, poiché sono
vuoti i bacini idroelettrici, colpisce la vita civile,
perché in un simile contesto l'acqua potabile
diviene un bene tanto prezioso quanto razionato.
Le previsioni non lasciano molte speranze: i prossimi tre mesi vedranno precipitazioni
in linea con la media dell'anno scorso, con un aumento della temperatura di circa
1°C rispetto alla media degli anni passati. Dunque potrebbe scattare un'emergenza
nazionale sul fronte della siccità che rischia di mettere l'Italia in
difficoltà nei prossimi mesi, anche sul fronte di un blackout elettrico.
Il 23 aprile, presso il ministero per lo Sviluppo economico, si è riunito
il gruppo ministeriale che segue il dossier "Emergenza Estate 2006",
composto da tecnici insieme a produttori e gestori di energia, Authority, Regioni,
Autorità di bacino e Protezione civile. Da quanto si è appreso,
l'orientamento del gruppo sarebbe quello di chiedere al governo lo stato di crisi,
prevedendo anche il contingentamento delle risorse idriche non di uso domestico.
Nella riunione di lunedì, si sarebbe discusso dell'ottimizzazione delle
poche risorse a disposizione, attraverso dei "rilasci controllati" in
modo da evitare sprechi e mantenere il più alto possibile il livello del
Po, mai così basso ad aprile. E la predisposizione di misure operative
che consentano di ridurre il rischio black out.
Dal punto di vista energetico, tra gli obiettivi del piano anticrisi ci sarebbero:
un intervento sull'import per scongiurare la stagionale riduzione di 2 mila MW;
una riprogrammazione della produzione idroelettrica per mille MW di disponibilità aggiuntiva
in estate, nonché di quella turbogas di alcune centrali, da Turbigo a
Le Casella, da Ostiglia a Chivasso, per circa 6.000 MW. Si potrebbe così potenziare
l'offerta con una disponibilità di oltre 8.000 megawatt in grado cioè di
compensare il rischio di una carenza di pari potenza di offerta, legata alla
carenza idrica.
Sul fronte dell'agricoltura, al termine della riunione di lunedì, il Presidente
della Coldiretti Sergio Marini ha dichiarato: "La responsabilità nel
garantire alle campagne l'acqua indispensabile per non far morire il territorio
e il Made in Italy alimentare sarà accompagnata dal concreto impegno degli
imprenditori agricoli per la gestione e il risparmio idrico".
L'agricoltura è impegnata in un difficile processo di rigenerazione con
una crescente attenzione alla sostenibilità della crescita per l'ambiente
e i cittadini, anche promuovendo l 'uso razionale dell'acqua, lo sviluppo di
sistemi di irrigazione a basso impatto e l'innovazione con colture meno esigenti.
Dai cambiamenti del clima è però chiaro che il problema del caldo
e dell'acqua non può essere più affrontato in termini di emergenza,
ma serve una nuova cultura delle prevenzione e dell'organizzazione con interventi
strutturali che non possono essere più rimandati.
" Occorrono", continua il presidente della Coldiretti, "interventi
di manutenzione, risparmio, recupero e riciclaggio delle acque con le opere infrastrutturali
del piano irriguo nazionale previsto dalla Finanziaria, campagne di informazione
ed educazione sull'uso corretto dell'acqua, un impegno per la diffusione di sistemi
di irrigazione a basso consumo, ma anche ricerca ed innovazione per lo sviluppo
di coltivazioni a basso fabbisogno idrico."
Il Ministro dell'ambiente Alfonso Pecoraro Scanio, che sta seguendo il problema
da vicino, ha dichiarato: "L'emergenza siccità va affrontata senza
indugi e con razionalità. Il primo passo, vista la situazione ed i problemi
per l'ambiente, l'agricoltura e l'energia, è dichiarare lo stato di crisi".
Lo stato d'emergenza, però, non basta: servono interventi strutturali.
In particolare è necessario varare un piano antisprechi ed avviare l'ammodernamento
della rete idrica italiana, che disperde una quantità inaccettabile delle
risorse a causa della propria fatiscenza.
A spegnere i toni allarmistici, invece, è il capo della Protezione Civile
Guido Bertolaso, che ha dichiarato di valutare "eccessiva" la preoccupazione
che si è creata. E circa il problema idrico, non esita a dichiarare: "Credo
che nessun Paese europeo, perchè il problema è europeo, abbia fatto
un lavoro così preciso di prevenzione e condivisione come quello che abbiamo
portato avanti noi."
Staremo a vedere nei prossimi mesi.
Alesandro Iacuelli - www.altrenotizie.org |