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| Lavori
in corso - 12.01.07 |
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Tutto sulla pelle delle donne
"Devi venire qualche volta nel
mio ufficio", dice Angela, assistente comunale,
con cui sono in gita in compagnia degli anziani, "per
capire come sia contraddittoria a volte la ricerca di
un lavoro. Da me vengono centinaia di ragazze, di donne
che hanno bisogno di fare qualcosa. E al tempo stesso
ci sono tantissimi anziani che hanno bisogno di essere
accuditi. Persone sole, che a volte hanno bisogno di
compagnia, o di essere seguiti perché non stanno
bene, o di avere un po' di aiuto in casa. Appena propongo
a qualcuna di andare a servizio da qualche signora vedo
lo sgomento sul loro volto. Non possono, non ce la fanno,
non ci riescono. Preferiscono rimanere senza lavoro.
Intanto gli anziani continuano ad essere in balia dei
loro bisogni. Sono mondi che non riescono ad incontrarsi.
Per questo la sola risorsa sono le straniere. Ci sono
interi paesi che fino a qualche anno fa si stavano spopolando
e ora sono abitati solo da vecchi e polacche, rumene,
africane. Donne che per venire qui hanno a loro volta
lasciato la loro famiglia. Hanno figli che crescono con
i parenti,
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hanno genitori che vivono
da soli mentre loro si prendono cura di persone estranee.
Capisci che cambiamento? Tutto sulla pelle delle donne.
Abbiamo alle spalle anni di battaglie femministe, abbiamo
urlato contro il maschio padrone, abbiamo rivendicato
autonomia, indipendenza. E adesso siamo noi donne che
diamo lavoro, per fare il nostro lavoro, per poter fare
la nostra vita. Ma non abbiamo ancora elaborato un altro
modello di relazione rispetto ai vecchi padroni. Il lavoro
di cura è ancora tutto da impostare. Per noi le
straniere esistono solo quando arrivano qui, contano
per il tempo che sanno offrirci. Al più chiediamo
da dove vengono, qualche scampolo di storia di vita,
niente di più. Ignoriamo non dico i libri che
leggono, ma neanche la musica che ascoltano, le cose
che mangiano. Le conosciamo per quello che fanno a noi.
E se solo qualcuna riesce ad emanciparsi, che ancora
vuol dire sposare un italiano, oppure comportarsi come
una italiana, allora siamo pronte a criticarle, a guardarle
con sospetto. Per non parlare poi degli anziani, del
loro testardo rifiuto di farsi accudire da un'estranea,
dal continuo reclamare l'attenzione dei figli e dei nipoti.
Ci sono anziani che cambiano una badante al mese. E i
figli disperati che vogliono a tutti i costi inserirli
nelle case di riposo. Sapessi che battaglie che faccio
per scongiurarlo. Sempre, meglio di tutto, la propria
casa. ci sono i vicini, i bambini in cortile, pure i
gatti vanno bene. L'importante è che ci sia vita
intorno". Facciamo una sosta alla stazione di servizio.
Scendono con grande confusione e risalgono dopo un tempo
infinito. Commentando i gadget d'autostrada che hanno
comprato per figli e nipoti.
Marilena Lucente
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