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| Lavori
in corso - 13.04.07 |
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Mi apro un negozio
Un giorno Federica è arrivata
alla solita ora e mi dice elettrizzata: "Adesso
si cambia". "Ti apri il negozio?". Lo
sapevo che in fondo desiderava essere titolare di un
negozio. Non aveva voglia di crederci, temeva di non
potercela fare e accampava scuse, difficcoltà logistiche.
Alla fine è riuscita a trovarlo, uno spazio tutto
per sè.
"
Quasi". Perchè quasi? O è un negozio
o non lo è. "Metto un locale nel garage di
mio padre. L'ho convinto a togliere la macchina e a trasportare
la roba nel ripostiglio in casa. Stiamo già ristrutturando".
Mentre mi lava i capelli sento le note fruttate del suo
entusiasmo. Eppure non riesco a farmi contagiare. E'
davvero contenta di avere una cosa sua. Ma cosa? Un coiffeur
in garage? E' questa la cosa migliore che è riuscita
a realizzare dopo cinque anni di vita da formichina,
di corse per la città, e per di più con
quei capelli bellissimi. "Diventerà un posto
speciale", dice fugando le mie perplessità. "Ho
comprato tutta l' attrezzatura usata da un negozio che
deve cambiare arredamento. Con cinquecento euro mi ha
dato gli
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specchi, i caschi, i divanetti,
i lavandini, i portariviste. Io sto provvedendo al resto.
Nell'altra stanza mia sorella farà lo studio di
estetica. La domenica e il lunedì faremo lì su
appuntamento, durante la settimana continuo come sempre".
" Tua sorella è estetista?"
" Prende il diploma quest'anno. Così papà sistema pure lei".
" Neanche lei vuole aprire un salone di bellezza suo?"
" Ma se persino le insegnanti della scuola quando fanno lezione spiegano
come si lavora in casa, come si devono sistemare le clienti sul tavolo o sul
divano invece che sul lettino. E fanno bene. Non devono creare troppe illusioni
a queste ragazzine. Lo sai quanti soldi servono per aprire un salone? Lo sai
quante hanno quel titolo di studio? Non c'è lavoro per tutte. Quando vai
in casa delle clienti hai solo le spese dei prodotti".
Ha ragione, anche questa volta. Come le parrucchiere, le estetiste che lavorano
in casa si riconoscono a colpo d'occhio. Il borsone a tracolla, il cellulare
in mano, la scioltezza con cui salgono e scendono le scale dei palazzi, entrano
ed escono dai portoni, l'aria sempre trafelata. Donne e ragazze spesso sciupate,
perchè troppo impegnate ad occuparsi della bellezza delle altre. Dimagriscono
mentre fanno i massaggi snellenti alle clienti. Rivendicano sapienze personali
e segreti che solo loro sanno: bere l'aceto di mele tutte le mattine, usare la
tale crema, avvolgersi nella pellicola trasparente. Diffidando sempre dei prodotti
in commercio e delle pratiche tradizionali. Raccontano di come fanno loro a farsi
belle, il sabato sera o alle feste degli amici, il cosmetici che usano, i colori
che abbinano. Riportano una femminilità in differita, che si esprime lontano
dall'orario di lavoro.
Federica continua ad arricciarmi la ciocca dei capelli intorno alla spazzola,
la tira a sè, ci passa il phon e lascia andare il ciuffo solo quando secondo
lei l'onda ha il garbo giusto. Sino a quando ha finito.
" Abbassa! Ti rendi conto, ho una cosa tutta mia per la prima volta? Voglio
fare persino l'inaugurazione. Vieni?" mi chiede passandomi le dita sulla
nuca. "Certo" rispondo a testa in giù, pensando già al
regalo da farle. Le piante no, perchè nel garage non c'è luce e
morirebbero subito dopo. Magari dei fiori di seta, di buon augurio.
Marilena Lucente
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