 |
 |
Forum |
|
|
|
|
|
|
 |
In costruzione |
 |
In costruzione |
| | |
|
|
|
|
|
|
|
|
| Lavori
in corso - 24.11.06 |
 |
 |
|
|
La
Legge 521
C'è una legge, la 521, che protegge
le vittime della criminalità organizzata. E' una
legge che rappresenta una presa di posizione forte dello
Stato, il segno tangibile dell'attenzione ai più deboli,
una specie di terapia collaterale alla criminalità,
si chiami mafia o camorra, che comunque continua a "lavorare" instancabilmente.
Si tratta di risarcire quanti hanno subito un danno,
accertato da una sentenza di condanna. Eppure, se ne è discusso
la settimana scorsa in un convegno a San Leucio, si tratta
di una legge che di strada ne deve fare ancora tanta.
Da una parte i numeri sulle slide tirate fuori dai Prefetti:
oltre 1000 omicidi di camorra nella sola Campania, a
fronte di sole 120 richieste di risarcimento. Emblematica
(e problematica) la situazione di Caserta e provincia:
216 omicidi, 15 richieste presentate. Percentuali basse,
troppo basse. Perché per poter usufruire della
521 bisogna costituirsi parte civile, e dunque spezzare
i legami con la criminalità organizzata. E allora,
una teoria di interventi, da parte di politici locali,
che hanno richiamato l'impegno alla cultura della legalità e
la necessità di una corretta informazione: far
sapere che questa legge c'è. Tutti, proprio tutti
hanno invocato la
|
|
fiducia dei cittadini nello
Stato. Sullo sfondo di un paesaggio segnato, sono sempre
loro a dirlo, da eventi quotidiani di microcriminalità e
macrocriminalità. Qui però, continuano,
stiamo provando a costruire percorsi di legalità,
che vedono accanto alle istituzione e alla polizia, anche
le associazioni e le scuole. La legalità si costruisce
a partire dalle piccole cose. E di nuovo: bisogna avere
fiducia nello Stato. Poi è stata la volta delle
testimonianze - alcune davvero intense - delle vittime
della criminalità. E qualcosa è cambiato
nel corso dell'incontro. Certo le parole di Maria Falcone
sono una ottima dose di fiducia, smuovono le acque limacciose
della indifferenza e rendono possibile ogni forma di
impegno. "Sarò breve, perché i ragazzi
non amano le parole. Sono qui (ma in realtà è in
giro da anni in tutte le scuole di Italia n.d.r) perché non
ho voluto dimenticare il messaggio di Giovanni: dobbiamo
far presto con la mafia perché possiamo vincerla".
La mafia, continua ancora, si vince con la partecipazione
corale. E, questa volta citando Bufalino, dice chiaro
e forte: la mafia si vince con un esercito di insegnanti.
Mentre in altre sedi stanno lavorando per mandare l'esercito
in Campania, qui ci si sente un po' in trincea. Persino
con la lieve euforia che dà la trincea. Poi interviene
il giudice Costa, il cui padre, magistrato, è stato
ucciso dalla mafia. Anche lui ha usufruito della 521. "Avete
idea di cosa significa chiedere la fotocopia di una sentenza
di condanna in un Tribunale? Riuscite ad immaginare cosa
significa ripetere decine e decine di volte la propria
testimonianza, guardare negli occhi l'assassino che ti
ha ucciso i tuoi parenti?" Entra nei dettagli più tecnicamente.
E quello che viene fuori è desolante. Nessun cittadino
può accedere da solo ad un solo documento. Ha
bisogno di un avvocato, che va pagato subito. A fronte
di sentenze e risarcimenti che arrivano dopo 15 anni
dagli avvenimenti. "Persino la mafia è più protettiva
con i suoi affiliati. Se uno di loro va in carcere, la
famiglia è sostenuta economicamente, se muore
un picciotto gli pagano il funerale…la mafia è la
mamma, lo stato è il papà". E l'affondo
critico si spinge in profondità: forse la vera
evoluzione si avrà quando non sarà il cittadino
a chiedere il risarcimento ma sarà lo Stato a
offrire il suo sostegno. Perché conclude Costa,
in chiusura dei lavori, una legge è giusta se
lo Stato considera i cittadini per quello che sono, cittadini.
E non sudditi bisognosi di beneficenza.
Marilena Lucente
|
|
| |
|
|
 |