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Speciale "No a Lo Uttaro" - 13.04.07

E così è nato il presidio…

"Costi quel che costi!!!!", così il saggio commissario di governo concluse il suo grande sermone. Un gruppo di buoni figli che ascolta il padre, per non essere disobbedienti ha ascoltato il "costi quel che costi". Da settimane si presidia il sito, i volti di quelle persone hanno la rabbia di chi per l'ennesima volta ha subito una violenza gratuita, da parte di chi doveva garantire le loro aspettative e i loro sogni. I giorni passano, le tensioni aumentano, le discussioni tra di loro sono sempre più accese, ma loro sono li e rimarranno li perché "costi quel che costi" loro difenderanno il territorio, il loro futuro, e quello che deve essere il loro essere cittadini. Chi crede in questa lotta, è li e cerca di coinvolgere senza protagonismi e senza esposizioni medianiche, le persone che vogliono dare ancora un senso a quello che resta della loro vita. "Saremo davanti ai camion con i nostri corpi, dando una forte lezione di non violenza" questo il messaggio che padre Alex Zanotelli durante la via Crucis del venerdì santo ha lanciato, con la sua voce decisa rivolta ai cittadini che erano presenti. I ragazzi del presidio c'erano, per loro le parole di quella persona che ha speso e spende la sua vita, al fianco del disagio, sono risuonate come un viatico prezioso. I volti di quelle persone,

hanno anche una storia quella dei Giovani Comunisti, i circoli prc di San Marco ev., San Nicola la St. che vogliono con il loro presidio mantenere accesa quella fiammella di speranza, che con arroganza proprio di chi antepone l'adorazione del dio interesse, lecito e non a tutto anche alla salute di una conurbazione di 200.000 persone. C'è chi passa e chiede, chi passa e critica la loro posizione, chi passa e incita a non mollare, ma loro sono li pronti a spiegare e a confrontarsi. Il confronto leale e schietto è quello che chiedono, confronto che deve arricchire la loro battaglia per evitare che venga strumentalizzata dai tanti logorroici personaggi che da questa battaglia, cercano di tirare fuori i propri 5 minuti di popolarità, o qualcosa di peggio. Sono figli di una società fatta di protagonismo becero, dell'ipocrisia di chi ha sempre ragione, il loro presidio è soprattutto un simbolo di quelli che non vogliono conformarsi al resto, ma che propone anche una via alternativa valida a questa emergenza, che da oltre un decennio affligge la nostra terra. L'aria che si respira è un aria "pulita", che non vuole contaminarsi con la mala vita, con gli interessi di personaggi che un giorno sono complici e il giorno dopo sono accusatori. Loro credono che sia arrivato veramente, il momento di cambiare lo stato di cose esistenti con una piccola rivoluzione non violenta e antagonista. Loro ci credono.
 

Impronte sociali
Settimanale dell’Associazione Melagrana Onlus – Reg. n. 630 dell’8-11-2004 Tribunale di Santa Maria Capua Vetere (Ce)
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