Padre,
lei è sempre in prima linea quando ci
sono delle lotte, come mai?
E' la mia fede che mi porta a questo, proprio perché credo al Dio della
Vita è lo stesso Dio che mi spinge ad impegnarmi per la VITA.
Come pensa si possa porre un limite a questa deriva che, ultimamente, sta
caratterizzando la vita politica italiana?
L'unica strada è partire dal basso, dove deve nascere una forte esigenza
di mettersi insieme costituendo un'ampia rete, così com'è successo
a Napoli sulla questione dell'acqua; perché divengano poi soggetto politico.
In questo territorio, bisogna far nascere un Patto di mutuo soccorso; tutti devono
correre a "Lo Uttaro" sindacati, chiese, partiti. Stampare migliaia
di manifesti facendoli veicolare ovunque. Non dimentichiamo le scuole, loro in
primis devono scendere in piazza e, se è il caso, indire uno sciopero
generale, provate solo ad immaginare se ciò accadesse.
Tutti lì con atti di non violenza, gridando fortemente che non passeranno
sui nostri corpi,ma se necessario pagheremo con la nostra pelle.
Con ciò ci giochiamo la democrazia e poi sarà finita, è un
problema di coscienza di vita e, quindi, vinca la vita!
Secondo lei, cosa accomuna la lotta nei Paesi dell'opulento Occidente con
quella dei Paesi del Terzo Mondo?
La lotta è, ormai, ovunque contro un sistema che ammazza l'intero Pianeta
per fame, per guerra, per l'inquinamento, per miseria. Dobbiamo unirci per questa
lotta comune che accomuna ogni singolo abitante della Terra in qualunque luogo
esso viva.
Lei crede che un altro Mondo sia possibile?
NON SOLO POSSIBILE, MA NECESSARIO, altrimenti finiremo con l'ammazzarci tutti
vicendevolmente! |