Nagorno - Karabah
Nella seconda domenica di dicembre
2006 si è votato nel Nagorno-Karabah (enclave armeno-cristiana
di 4400 kmq in territorio azero, ricca di boschi), in un referendum
finalizzato all'approvazione d'una nuova Costituzione; gli elettori,
a larghissima maggioranza, l'hanno approvata, ed essa definisce
l'enclave come 'Stato sovrano'. L'Azerbaigian non ha riconosciuto
validità legale alla votazione: che a detta del Ministro
degli Esteri azero potrebbe danneggiare il fragile processo avviato
per risolvere la disputa relativa al territorio del Nagorno-Karabah.
Al riguardo ha avuto luogo un conflitto fra Armenia e Azerbaigian
fra il 1991 e il '94, poi conclusosi con un cessate-il-fuoco,
ma non con un definitivo trattato di pace. Da allora il conflitto è come
congelato, ma potrebbe esplodere di nuovo in qualsiasi momento;
del resto numerose sono state nel corso del tempo le violazioni
del cessate-il-fuoco. Rappresentanti armeni e azeri si sono incontrati
a inizio dicembre in Bielorussia, per discutere sul futuro status
dell'area, ma ancora non sembra esservi accordo fra le parti:
l'Azerbaigian sembra disposto ad acconsentire all'autogoverno
del Nagorno-Karabah, purché esso rimanga incluso nel territorio
dello stato azero; l'Armenia insiste invece nel chiedere il riconoscimento
al Nagorno-Karabah del diritto all'autodeterminazione.
Nel 1991 ancora esisteva l'URSS e l'Azerbaigian era una repubblica
socialista sovietica federata, nell'ambito della quale ill Nagorno-Karabah
('il giardino nero di montagna') costituiva una provincia autonoma,
con capoluogo Stepanakert. Il 30 agosto l'Azerbaigian e il 23 settembre
l'Armenia proclamarono la loro indipendenza dall'URSS. Poi i due
Paesi parteciparono alla formazione della Comunità degli
Stati Indipendenti; ma erano già in guerra tra loro a causa
d'una rivolta scoppiata nell'enclave nel 1988. Nella regione montuosa,
interna al territorio azero, abitano in prevalenza armeni, oltre
a minoranze (azeri, kurdi, russi).
Agli inizi del 16esimo secolo la regione era sotto il controllo
della dinastia iranica dei Safavidi; con il Trattato di Turkmenchay
del 1828 l'intera area trans-caucasica fu assoggettata al controllo
dell'Impero zarista. Dopo la Rivoluzione Russa (1917) la Federazione
Trans-caucasica fu suddivisa in Armenia, Azerbaigian e Georgia
e l'Azerbaigian rivendicò la sovranità sul Nagorno-Karabah,
che fu riconosciuta dalle potenze vincitrici della I Guerra Mondiale
nel 1919 (alle autorità azere fu riconosciuto il potere
di nominare un governatore dell'area). Nel 1920 l'intera area trans-caucasica
fu conquistata dai bolscevichi che poi, per conquistare il favore
della neonata Turchia, assegnarono alcune terre, fra le quali il
Karabah, all'Azerbaigian (a sua volta filo-turco) a discapito dell'Armenia.
Fu allora, nel 1923, che si creò la provincia autonoma del
Nagorno-Karabah, nell'ambito della Repubblica Socialista Sovietica
d'Azerbaigian.
La questione del Nagorno-Karabakh riemerse quando l'URSS iniziò a
dissolversi: la popolazione d'etnia armena ricevette il sostegno
materiale e ideologico di Erevan e si mobilitò per conseguire
il ricongiungimento con l'Armenia. Rappresentanti dell'etnia armena
votarono, il 20 febbraio 1988, per riunire il territorio a quello
armeno;ne nacque un confronto, quattro giorni dopo, fra azeri e
armeni ad Askeran (località situata sulla strada che collega
Stepanakert alla città di Agdam), che ben presto degenerò in
scontro armato e causò decine di feriti; qualche giorno
dopo la televisione sovietica riferì che due persone, d'origine
azera, erano rimaste uccise, e si scatenò una vera e propria
caccia all'armeno, che produsse decine di morti, in larga parte
d'origine armena, nei primi giorni di marzo. Per sfuggire alle
rappresaglie e contro-rappresaglie molte persone iniziarono la
fuga dall'Azerbaigian verso l'Armenia e molte anche il cammino
inverso. In particolare verso la fine del 1989 gli scontri armati
crebbero d'intensità. Mosca decise di assegnare maggiori
poteri alle autorità azere per riuscire a riportare la regione
sotto controllo, ma la decisione si rivelò fallimentare.
Mosca fu infine costretta addirittura a inviare truppe sovietiche.
Nel dicembre '91 si tenne nel Nagorno-Karabah un referendum, che
fu boicottato dagli armeni dell'area. In seguito Mosca propose
di concedere maggiore autonomia al Nagorno-Karabah all'interno
dell'Azerbaigian, ma la proposta scontentò sia gli armeni
che gli azeri e pose le basi per il conflitto, dopo il crollo sovietico,
fra i due nuovi stati, Armenia e Azerbaigian, da poco resisi indipendenti
da Mosca. Nel periodo successivo ('92-'94) Mosca provò in
maniera assurda a controllare le due parti in conflitto, rifornendole
entrambe di armi. E' superfluo dire che non solo la guerra non
risolse la questione del Nagorno-Karabah, ma produsse vittime (decine
di migliaia) e milioni di profughi.
Giovanni Caputo |