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Diritti umani e Conflitti - 02.03.2007

Nagorno - Karabah

Nella seconda domenica di dicembre 2006 si è votato nel Nagorno-Karabah (enclave armeno-cristiana di 4400 kmq in territorio azero, ricca di boschi), in un referendum finalizzato all'approvazione d'una nuova Costituzione; gli elettori, a larghissima maggioranza, l'hanno approvata, ed essa definisce l'enclave come 'Stato sovrano'. L'Azerbaigian non ha riconosciuto validità legale alla votazione: che a detta del Ministro degli Esteri azero potrebbe danneggiare il fragile processo avviato per risolvere la disputa relativa al territorio del Nagorno-Karabah. Al riguardo ha avuto luogo un conflitto fra Armenia e Azerbaigian fra il 1991 e il '94, poi conclusosi con un cessate-il-fuoco, ma non con un definitivo trattato di pace. Da allora il conflitto è come congelato, ma potrebbe esplodere di nuovo in qualsiasi momento; del resto numerose sono state nel corso del tempo le violazioni del cessate-il-fuoco. Rappresentanti armeni e azeri si sono incontrati a inizio dicembre in Bielorussia, per discutere sul futuro status dell'area, ma ancora non sembra esservi accordo fra le parti: l'Azerbaigian sembra disposto ad acconsentire all'autogoverno del Nagorno-Karabah, purché esso rimanga incluso nel territorio dello stato azero; l'Armenia insiste invece nel chiedere il riconoscimento al Nagorno-Karabah del diritto all'autodeterminazione.
Nel 1991 ancora esisteva l'URSS e l'Azerbaigian era una repubblica socialista sovietica federata, nell'ambito della quale ill Nagorno-Karabah ('il giardino nero di montagna') costituiva una provincia autonoma, con capoluogo Stepanakert. Il 30 agosto l'Azerbaigian e il 23 settembre l'Armenia proclamarono la loro indipendenza dall'URSS. Poi i due Paesi parteciparono alla formazione della Comunità degli Stati Indipendenti; ma erano già in guerra tra loro a causa d'una rivolta scoppiata nell'enclave nel 1988. Nella regione montuosa, interna al territorio azero, abitano in prevalenza armeni, oltre a minoranze (azeri, kurdi, russi).
Agli inizi del 16esimo secolo la regione era sotto il controllo della dinastia iranica dei Safavidi; con il Trattato di Turkmenchay del 1828 l'intera area trans-caucasica fu assoggettata al controllo dell'Impero zarista. Dopo la Rivoluzione Russa (1917) la Federazione Trans-caucasica fu suddivisa in Armenia, Azerbaigian e Georgia e l'Azerbaigian rivendicò la sovranità sul Nagorno-Karabah, che fu riconosciuta dalle potenze vincitrici della I Guerra Mondiale nel 1919 (alle autorità azere fu riconosciuto il potere di nominare un governatore dell'area). Nel 1920 l'intera area trans-caucasica fu conquistata dai bolscevichi che poi, per conquistare il favore della neonata Turchia, assegnarono alcune terre, fra le quali il Karabah, all'Azerbaigian (a sua volta filo-turco) a discapito dell'Armenia. Fu allora, nel 1923, che si creò la provincia autonoma del Nagorno-Karabah, nell'ambito della Repubblica Socialista Sovietica d'Azerbaigian.
La questione del Nagorno-Karabakh riemerse quando l'URSS iniziò a dissolversi: la popolazione d'etnia armena ricevette il sostegno materiale e ideologico di Erevan e si mobilitò per conseguire il ricongiungimento con l'Armenia. Rappresentanti dell'etnia armena votarono, il 20 febbraio 1988, per riunire il territorio a quello armeno;ne nacque un confronto, quattro giorni dopo, fra azeri e armeni ad Askeran (località situata sulla strada che collega Stepanakert alla città di Agdam), che ben presto degenerò in scontro armato e causò decine di feriti; qualche giorno dopo la televisione sovietica riferì che due persone, d'origine azera, erano rimaste uccise, e si scatenò una vera e propria caccia all'armeno, che produsse decine di morti, in larga parte d'origine armena, nei primi giorni di marzo. Per sfuggire alle rappresaglie e contro-rappresaglie molte persone iniziarono la fuga dall'Azerbaigian verso l'Armenia e molte anche il cammino inverso. In particolare verso la fine del 1989 gli scontri armati crebbero d'intensità. Mosca decise di assegnare maggiori poteri alle autorità azere per riuscire a riportare la regione sotto controllo, ma la decisione si rivelò fallimentare. Mosca fu infine costretta addirittura a inviare truppe sovietiche. Nel dicembre '91 si tenne nel Nagorno-Karabah un referendum, che fu boicottato dagli armeni dell'area. In seguito Mosca propose di concedere maggiore autonomia al Nagorno-Karabah all'interno dell'Azerbaigian, ma la proposta scontentò sia gli armeni che gli azeri e pose le basi per il conflitto, dopo il crollo sovietico, fra i due nuovi stati, Armenia e Azerbaigian, da poco resisi indipendenti da Mosca. Nel periodo successivo ('92-'94) Mosca provò in maniera assurda a controllare le due parti in conflitto, rifornendole entrambe di armi. E' superfluo dire che non solo la guerra non risolse la questione del Nagorno-Karabah, ma produsse vittime (decine di migliaia) e milioni di profughi.

Giovanni Caputo


Impronte sociali
Settimanale dell’Associazione Melagrana Onlus – Reg. n. 630 dell’8-11-2004 Tribunale di Santa Maria Capua Vetere (Ce)
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