la
situazione meno calda. Dopo aver gridato di essere un poliziotto
(secondo quanto dichiarato dalla polizia), il malcapitato
ha cercato di aiutare il tifoso israeliano, accentuando
la collera dei tifosi, che, al grido di "sporco negro" e "sporco
ebreo", si sono scagliati contro i due. Il poliziotto,
dopo aver cercato invano di disperdere i facinorosi con
un lacrimogeno, probabilmente non esploso, sarebbe finito
tra i calci di alcuni tifosi: a questo punto avrebbe estratto
la pistola di servizio, una Sieg Sauer 9 mm, e avrebbe
sparato, non si capisce se uno o due colpi. Risultato:
un giovane ucciso e uno ferito gravemente. Il poliziotto
ha dichiarato di aver usato la pistola per sparare un colpo
in aria, ma fatalmente quella pallottola ha trafitto il
cuore di Julien Quemener, 25 anni.
In questa vicenda, gli eccessi razzisti e antisemiti della tifoseria del Paris
Saint Germain hanno fatto passare in secondo piano la reazione del poliziotto.
La condanna nei confronti delle tifoserie violente e di qualsiasi episodio di
razzismo è totale ed in questi casi è ancora più vergognoso
constatare come simili atti di xenofobia nascano da una partita di calcio. Tuttavia,
resta il fatto che un ragazzo è stato ucciso da un poliziotto. Il segretario
generale del sindacato di polizia UNSA-Police, Joaquin Masanet, si è chiesto
se quel "guardiano della pace" di 32 anni doveva farsi linciare oppure
doveva, come ha fatto, estrarre la sua arma. La domanda è quasi legittima.
Tuttavia ci chiediamo se quel poliziotto non avrebbe dovuto prima sparare due
colpi in aria, gesto che avrebbe di certo disperso gli aggressori. Prima di cercare
di usare il suo lacrimogeno, se la situazione era così grave da giustificare
l'impiego della pistola di ordinanza, egli avrebbe dovuto sparare due colpi in
aria. Il poliziotto dichiara di averlo fatto. L'inchiesta determinerà se
ciò è vero. Tuttavia sembra anche questa una delle tante storie
inventate dalle forze dell'ordine per giustificare certi misfatti. Come si può sparare
in aria e colpire al cuore una persona? Scarsa mira? Problemi di orientamento?
Purtroppo ci torna in mente il proiettile che uccise Carlo Giuliani, a Genova,
nel 2001. I proiettili della polizia prendono sempre strane traiettorie. Al cuore
dell'inchiesta, naturalmente, la legittima difesa. Ci chiediamo ancora: è giusto
uccidere un tifoso per salvare dalle botte un altro tifoso? La polizia non dovrebbe
mettere in campo una migliore organizzazione dei propri uomini, soprattutto in
situazioni prevedibilmente delicate, come quella di giovedì sera, in cui
si affrontavano una tifoseria di estrema destra e una tifoseria israeliana? Perché i
media hanno dato più enfasi alle violenze razziste di una tifoseria piuttosto
che all'uccisione di un ragazzo da parte della polizia? Ancora una volta: le
manifestazioni di razzismo devono ricevere la più decisa condanna, ma
queste non possono comunque costituire l'attenuante di un omicidio.
Antonio Costantino |