Un anno dalla
parte del torto
Editoriale di Roberto Malinconico
È trascorso
un anno dal primo numero di Impronte Sociali.
Un anno durante il quale è andata, via via
consolidandosi la consapevolezza di lavorare ad un
progetto importante, non solo perché è stata
data voce di denuncia e di attenzione ai temi bui
della nostra esistenza e del nostro tempo, ma anche
perché è stata testimoniata quella
realtà silenziosa, spesso afona, dell'associazionismo
e del popolo dei senza diritti: è stata data
voce a chi forte ha gridato la parola Pace.
Noi stessi, scettici all'inizio sulla tenuta dell'impegno
gravoso che ci eravamo assunti -eravamo inconsapevoli
della fatica che richiede fare le quattro pagine
dei Impronte Sociali-, siamo partiti in sordina,
ma abbiamo profuso molte energie per testimoniare
i grandi torti e le, purtroppo poche, realtà impegnate
sui temi della Pace, dei diritti di cittadinanza
per tutti gli uomini e tutte le donne sul pianeta.
Impronte Sociali nasce come strumento di informazione
sociale attraverso il quale veicolare la moltitudine
di iniziative e di attività che vedevano coinvolti
gli operatori e le operatrici della nostra associazione
Melagrana onlus, ma anche di tantissime altre realtà.
Impronte Sociali è diventato oggi un importante
riferimento in ambito regionale e nazionale per un
gran numero di soggetti, associazioni e realtà diverse
alle quali siamo riusciti a dare attenzione, voce
e -lo spero vivamente- opportunità di ascolto.
Un ringraziamento deve essere rivolto a tutti quelli
che, in questo anno, hanno scritto ed all'editore
Pasquale Piccirillo de "Il Giornale di Caserta" che
ha scelto di ospitare, in totale autonomia e libertà redazionale
e gestionale, un ospite scomodo come può esserlo
Impronte Sociali.
Il nostro è un giornale plurale, ma non neutrale.
Abbiamo deciso di stare dalla parte del torto soprattutto
quando esso ha la faccia dei migranti che chiedono
giusti diritti di accoglienza e di cittadinanza,
delle donne maltrattate in una società che
veicola contenuti solo al maschile, dei bambini ai
quali senza alcuna remora viene rubato il futuro
e la possibilità di sognare, dei diversamente
abili che continuano a muoversi nelle gabbie delle
barriere architettoniche mai rimosse nelle strade,
ma principalmente nelle menti, dei drop out della
società che si vuole sempre più rinchiusi
e sempre meno spinti verso processi di inclusione
sociale, delle donne e degli uomini di questo tempo
che fanno fatica a curare la propria salute, a garantire
l'istruzione dei propri figli e ad avere un lavoro
stabile, sicuro ed umano.
Siamo in tanti ad aver scelto di sederci dalla parte
del torto, la nostra redazione ha scelto di stare
da questa parte ….. fortunatamente non abbiamo
trovato posto nelle file della ragione le cui sedie
spesso sono tutte occupate.
Speriamo con questo nostro giornale che in tanti
ancora seguano le "impronte" che li orientino
verso i luoghi del "torto" ovunque esso
si manifesti.
Ed allora, forza, dalla parte del torto ci sono ancora
posti liberi, Impronte Sociali continua il suo cammino
e tutti possono contribuire a rendere più forte
la sua voce.
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